14 settembre 2022

Imposta di Bollo Conto Corrente e Tassa sugli Interessi

Tasse sui conti correnti: quando scatta l'imposta di bollo sul conto corrente, come calcolare imposta di bollo e tassazione interessi.
Le tasse sul conto corrente sono due: la prima è l'imposta di bollo, che per i conti correnti è di importo fisso, a differenza di altri prodotti come i conti deposito per i quali è variabile. Poi c'è la tassazione sulle rendite finanziarie, ovvero la tassa sugli interessi del conto. Quanto scritto vale per i conti correnti bancari e per i conti correnti postali (BancoPosta Poste Italiane).

Calcolo dell'imposta di bollo sul conto corrente

Ogni anno si deve pagare l'imposta di bollo sul conto corrente da 34,20 euro. Molto importante calcolare la giacenza media del conto senza errori, perché la disciplina normativa che regola l'imposta di bollo prevede eccezioni e modalità di calcolo particolari, dunque potrebbe sembrare una cosa semplice da valutare, invece in molte situazioni si rischia di non capire se e quanto si deve pagare.


Quando scatta l'imposta di bollo sul conto corrente:
  • l'imposta di bollo non si paga per giacenze inferiori a 5000 euro
  • per il calcolo della giacenza media si sommano tutti i conti correnti ed i rapporti di credito detenuti presso lo stesso istituto (banca o Poste) con lo stesso intestatario: per esempio se avete nella stessa banca due conti correnti da 3000 euro, la somma essendo 6000 euro fa pagare l'imposta di bollo su entrambi (vale anche se fossero ad esempio un conto corrente e un libretto di risparmio nella stessa banca, invece il Conto Bancoposta e il libretto postale non si sommano perché il primo è un conto corrente Poste Italiane, il secondo è emesso dalla Cassa Depositi e Prestiti)
  • particolare attenzione all'imposta di bollo per conti correnti cointestati: valgono le stesse regole, però dovete considerare che si sommano solo i prodotti con uguale intestazione, il che vuol dire che se avete un conto corrente cointestato con qualcuno e un conto corrente solo vostro vanno considerati del tutto indipendenti l'uno dall'altro (lo stesso per libretti e conti deposito)
  • attenzione al periodo di rendicontazione: se c'è il calcolo della giacenza trimestrale, allora se per un trimestre superate i 5000 euro c'è da pagare 34,20 euro / 3 = 11,40 euro
Ci sono banche che pagano l'imposta di bollo per il cliente, ma sono una minoranza. Sulle carte-conto ed i conti di base non c'è l'imposta di bollo.

Tasse sugli interessi del conto corrente

La ritenuta fiscale su interessi bancari, o più precisamente la tassazione sulle rendite finanziarie, colpisce anche i conti correnti, anche se non sono investimenti e in genere danno interessi quasi nulli.

Ci sono alle volte promozioni per interessi più elevati, come anche c'è la possibilità del vincolo di deposito - in questo caso però si rientra nella situazione delle tasse sul conto deposito - ma in genere ora un conto corrente dà rendimenti poco oltre lo 0%.

In ogni caso c'è la tassa del 26% sugli interessi del conto corrente: per sapere quanto si paga, basta moltiplicare gli interessi pagati dalla banca per 0,26. In pratica sui rendimenti del conto il Fisco si prende poco più di un quarto.

Il calcolo si fa sui cosiddetti interessi lordi annui, cioè quelli che la banca paga al cliente e sul quale il cliente paga la tassa. Quindi interessi netti = interessi lordi – (interessi lordi x 0,26), ovvero interessi netti = interessi lordi x 0,74. Sui prospetti informativi le banche indicano gli interessi lordi, quindi per conoscere il reale guadagno bisogna calcolare gli interessi netti e la tassa da pagare.

Bisogna fare attenzione a questa tassa perché vi serve per valutare l'effettiva convenienza di aprire un conto corrente in promozione con rendimenti più alti: se poi al netto delle tasse vi ritrovate con un guadagno che non copre gli eventuali costi per le operazioni che effettuate e le varie spese fisse, allora non ne vale di certo la pena.
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