20 settembre 2022

Asset Allocation per Costruire un Portafoglio di Investimento: i 6 Punti Chiave

I criteri per costruire un portafoglio di investimento diversificato e una asset allocation che riduca i rischi.
Per costruire un buon portafoglio di investimento con un asset allocation efficiente si devono valutare i rendimenti attesi di azioni, obbligazioni e ogni altro titolo, prestare attenzione al rischio di ogni tipologia di investimento, alla volatilità e alla liquidità economica, al momento storico in cui si opera. E ovviamente ci vogliono competenza, esperienza, un'informazione completa.

Si parla spesso di ETF e fondi comuni d'investimento e di come utilizzarli, di sistemi di investimento automatizzati come i Piani di Accumulo Capitale, delle strategie per investire in obbligazioni e di quali azioni comprare... Ma a un certo punto ci poniamo una domanda legittima: "Insomma, ma di tutti questi strumenti e strategie quali dovrei usare e perché non posso investire direttamente su ciò che rende di più?".

La risposta è l'asset allocation che, per dirla in un linguaggio non tecnico, altro non è che il modo in cui si decide di organizzare la disponibilità dei titoli dei vari settori all'interno del proprio portafoglio di investimento, eventualmente utilizzando strategie diverse, attribuendo a ciascun settore e a ogni strategia una certa percentuale delle proprie risorse.


Tutto ciò perché per investire bene si deve bilanciare diversi obiettivi e non considerare solo la massimizzazione dei profitti, valutando le possibili evoluzioni nel corso del tempo del quadro macroeconomico generale e degli specifici settori e preparando le strategie di uscita che potrebbero rendersi necessarie per vari motivi (soggettivi dell'investitore, oggettivi degli investimenti).

Diversificare gli investimenti con poco criterio è un'attività insensata, costruire invece un'asset allocation che tenga conto di tutti questi elementi è fondamentale per il proprio futuro finanziario.

Comprendere e bilanciare questi fattori-chiave per costruire un portafoglio di investimento che funziona è fondamentale: non esiste una asset allocation universalmente valida perché tra una persona e l'altra cambiano importanti elementi come età, situazione familiare, patrimoniale e lavorativa, propensione al rischio (tollerabilità emotiva e volatilità), necessità di raggiungere alcuni obiettivi finanziari prima di altri.


Come costruire un portafoglio di investimento: il rendimento atteso

Ogni asset class (azioni, obbligazioni, forex, real estate, commodities, ecc.), ma soprattutto ogni strategia operativa, ha un proprio rendimento di riferimento che, mediamente, si ottiene con una certa costanza in un dato periodo storico.

Fermo restando che l'obiettivo minimo di ogni investimento è l'annullamento dell'inflazione e dunque il rendimento atteso minimo deve coprire il tasso d'inflazione, da quel momento in poi ovviamente più si guadagna e meglio è. Parlando di rendimento annuo si può così partire dal 3-4% medio del mercato obbligazionario all'8% di un Piano di Accumulo automatizzato senza grossi interventi esterni, fino al 10-30% delle strategie di trading attive.

Il rendimento è un elemento fondamentale dell'asset allocation ma non è tutto e va bilanciato con la valutazione di rischio e volatilità degli investimenti.

Rischio e volatilità degli investimenti

Quando si studia come costruire un'asset allocation, rischio e volatilità sono elementi da valutare insieme anche se per alcuni aspetti non sono collegati.

La tipica equazione high yield = alto rischio non è sempre vera ma si dovrebbe parlare piuttosto di asset d'investimento ad alta volatilità, perché la volatilità è la caratteristica che può dar luogo a rendimenti importanti da un lato ma anche a grosse perdite dall'altro.

Volatilità e rischio dell'investimento non sono la stessa cosa, perché il rischio dipende molto dalla strategia e dalla competenza con cui operi e dall'attenzione che decidi di dedicare ai tuoi investimenti. Ad esempio si ritiene che investire in azioni, fondi comuni o ETF azionari sia poco rischioso, ma se si investe senza prestare attenzione ai tempi di acquisto e avendo un approccio hold, se si resta passivi quando si va a controllare si potrebbe essere in guadagno come in perdita proprio perché sono strumenti molto volatili.

Bisogna anche considerare che rischio e volatilità viaggiano a braccetto durante i momenti di recessione, ma questo non è detto che sia un male: con la giusta competenza e le strategie adeguate investire in caso di crisi economica è molto profittevole.

Dunque in conclusione si può affermare che gli investimenti volatili sono rischiosi, o comunque possono esserlo, perché molti investitori non sanno cosa stanno facendo e con quali criteri tecnici operare (cosa ovviamente sempre sbagliata da fare). Questo ci porta quindi al prossimo elemento chiave.

Competenza e informazione per un asset allocation efficace

Strumenti e strategie di investimento differenti richiedono abilità differenti, più o meno complicate o lunghe da acquisire per essere utilizzate con successo. Tra le competenze necessarie per investire non va mai sottovalutata l'importanza dell'esperienza, che fornisce l'indispensabile passaggio dal "sapere" al "saper fare".

Non meno importante e necessario è il controllo delle proprie emozioni, il mindset, fattore quest'ultimo tipicamente sottovalutato ma estremamente importante quando si opera con strumenti volatili o a leva.

Un modo per aggirare l'ostacolo dell'emozione può sicuramente essere quello di investire con sistemi automatici o strategie che, una volta impostate, non richiedono mai o quasi mai l'intervento umano. In questo modo non solo si riduce il bisogno di una forte competenza emotiva, ma si agisce positivamente anche sull'elemento successivo: il tempo.


Impegno e tempo per investire con successo: usare strategie e sistemi automatici d'investimento

Più tempo e attenzione si dedicano agli investimenti e più si ha il controllo di ciò che sta accadendo, avendo la competenza di sapere cosa fare, così da avviarsi verso la massimizzazione dei profitti e alla minimizzazione del rischio.

Il problema è che il tempo e la voglia sono risorse che tipicamente ci mancano, soprattutto se la nostra principale attività professionale è un'altra. Per questo è necessario bilanciare strategie di investimento e asset class tra sistemi automatici e manuali, ovvero tra sistemi di reddito passivo e sistemi che richiedono una quantità più o meno importante di attenzione giornaliera o settimanale.

Le tecnologie informatiche e le competenze specifiche in questo ambito sono importanti: saper utilizzare ad esempio i vari software per il trading e come utilizzare gli ordini automatici (ordini di entrata, stop loss e take profit) può sicuramente far risparmiare tempo (se si si parla di trading attivo, va sempre considerato un piccolo impegno).

Valutare in quanto tempo la liquidità di un investimento è disponibile

Si tratta in questo caso della liquidità economica di uno strumento di investimento, non del rischio liquidità (ovviamente va valutato attentamente anch'esso), ovvero della "attitudine di un bene mobile o immobile a essere convertito in valuta": un bene è più o meno liquido in base ai costi necessari e ai tempi in cui questo avviene, si definiscono investimenti liquidi quelli che possono essere immediatamente convertiti in denaro senza perdite in conto capitale.

Limiti alla liquidità di un investimento sono dati ad esempio da penali e obblighi contrattuali in caso di dismissione anticipata. In altri casi la liquidità degli investimenti è immediata dal punto di vista tecnico ma lenta o complicata nella pratica (si pensi alla vendita di un immobile o di un'opera d'arte).

Ci sono poi asset e strategie con un ottimo rapporto tra rendimento atteso e rischi, ma che hanno senso solo con prospettiva di medio-lungo periodo mentre perdono di senso o funzionalità nel caso si voglia utilizzarli per produrre cash flow su base costante, per aumentare o sostituire il proprio reddito principale: in questo caso l'alta liquidità economica va considerata se si tratta di investimenti da poter dismettere immediatamente senza costi o con costi bassi, a prescindere dal profitto che se ne trarrebbe, nel caso serva subito liquidità spendibile.

Come costruire un'asset allocation: capire il momento storico

Infine, per costruire un portafoglio di investimento è necessario considerare il momento storico che stiamo attraversando. In un dato momento di mercato si tende a privilegiare uno strumento finanziario piuttosto che un altro per variare le percentuali di attribuzione degli asset nel portafoglio o delle singole strategie di investimento.

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Nella creazione di un'asset allocation vanno presi in considerazione anche altri elementi oltre a quelli descritti, come la correlazione tra obbligazioni e azioni, i rischi e le difficoltà (esterne o di sistema) da prevenire o contrastare in qualche modo, l'importo e la forma di tassazione che grava sui vari strumenti.

Ma si tratta di fattori specifici da valutare quando la struttura del portafoglio e della strategia d'investimento è già delineata, operazione che si attua avendo come base di lavoro i 6 punti sopra descritti.

Pare tutto molto complicato o difficile da gestire ma lo è meno di quello che sembra: certo servono tempo, pratica ed esperienza per affinare la strategia di investimento e rendere concreti i contenuti appresi da corsi e libri. Ma non stiamo parlando di medicina che richiede 5 anni di università solo per avere la base su cui specializzarsi.
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