24 giugno 2022

Procedura di Esdebitamento per Sanare Debiti e Cartelle Esattoriali

Con la procedura di esdebitazione si può rientrare dei debiti con un piano concordato o un accordo coi creditori, anche per cartelle esattoriali.
Con la procedura di esdebitamento, o esdebitazione, chi non riesce a pagare i debiti perché troppi rispetto al patrimonio posseduto può domandare il fallimento del consumatore, possibile in Italia grazie alla legge 179/2012 e modificato in parte con la legge 155/2017. Importante dire subito che l'esedebitamento può essere richiesto anche per le cartelle esattoriali, che vengono stralciate (si paga una cifra stabilita dal Tribunale e l'agente della riscossione deve accettare): questo grazie al Decr. Ministero della Giustizia 202-2014 e ad una sentenza del Tribunale di Busto Arsizio.

Vediamo dunque come funziona la procedura di esdebitazione per persone fisiche, lavoratori dipendenti e autonomi, professionisti, artigiani e piccoli imprenditori, imprenditori agricoli, enti collettivi con o senza personalità, overo quei soggetti che non possono avvalersi della legge fallimentare. Ovviamente per questi soggetti vale, in caso di fallimento, la procedura concorsuale del concordato preventivo.

Come domandare l'esdebitamento

Per accedere alla procedura di esdebitazione per privati occorre che vi sia un forte squilibrio tra patrimonio prontamente liquidabile e debiti contratti, con una definitiva e accertata incapacità di adempiervi, ovvero che vi sia una situazione di sovraindebitamento.

Certo la casistica può essere davvero ampia visto che si va dal mutuo casa ai prestiti al consumo, finanziamenti e carte revolving e tanto altro ancora, ma la legge dice esplicitamente che si può domandare il fallimento del consumatore se i debiti sono stati contratti "in modo ragionevole rispetto alle proprie possibilità di ripagarli" così da evitare frodi ai creditori.


Sarà il Tribunale a verificare le condizioni e a decidere se la procedura di esdebitamento può essere avviata.

Dunque la richiesta di esdebitazione si fa in Tribunale e in attesa che si decida sull'eventuale accordo col creditore, o con i creditori, sulla procedura di stralcio dei debiti (quanto e come il debitore deve pagare in relazione alla sua capacità finanziaria) o sulla vendita di beni disponibili, non possono essere richiesti pignoramento, esecuzione forzata, ipoteche da parte degli agenti della riscossione o dei creditori.

Chi vuole accedere all fallimento del consumatore deve rivolgersi a un avvocato o notaio o commercialista, oppure ad un organismo di composizione delle crisi da sovraindebitamento, per portare la richiesta di esdebitamento in Tribunale con un piano di rientro dai debiti che, se accolto, diventa vincolante per tutte le parti coinvolte, anche per i creditori contrari e anche, come detto, per ogni agente di riscossione.

Alla fine della procedura di esdebitazione e quindi con lo stralcio dei debiti il consumatore-debitore è definitivamente liberato.

IMPORTANTE: se viene accettato il piano esdebitamento, nessun creditore può avviare esecuzioni forzate, pignoramenti, vendite forzate... Se invece il piano di rientro non viene accettato, allora il consumatore indebitato può/deve accedere alla procedura di liquidazione del patrimonio, ovvero la vendita di tutti i beni tranne i beni impignorabili, per liquidare i creditori.

esdebitazione fallimento consumatorePer l'esdebitamento il consumatore, sempre nell'ambito di una procedura di composizione delle crisi da sovraindebitamento tramite organismo predisposto dalla legge, può prima provare con l'accordo con i creditori, cioè una proposta di risanamento dei debiti che deve essere accettata dai creditori che rappresentano almeno il 60% di quanto dovuto: se ciò non avviene può allora proporre il piano del consumatore, accessibile alle persone fisiche che hanno assunto debiti non attività professionale o imprenditoriale.

Fondamentale perché il Tribunale dia l'ok è che il piano assicuri maggiore soddisfazione ai creditori rispetto alla liquidazione dei beni, che come detto sopra è le terza e ultima possibilità.

Con l'articolo 8 della legge 155-2017 si interviene sui tempi della procedura di esdebitazione, che vengono abbreviati rispetto a prima, per cui l'istanza di fallimento del consumatore può essere presentata subito dopo la chiusura della procedura, oppure anche dopo tre anni dall'apertura della stessa, ancorchè non si sia conclusa.

La scopo è quello di peremmettere un più rapido reinserimento del richiedente nel normale circuito economico, una volta che si è liberato dei debiti. Sul termine finale per la presentazione della domanda, invece, la riforma non interviene, mantenendosi dunque il termine già previsto dall’art. 143 L.F.

Requisiti di accesso all'esdebitamento

Riassumendo, si può fare richiesta di esdebitazione se sono presenti queste condizioni:
  • situazione di sovraindebitamento (forte squilibrio tra il patrimonio prontamente liquidabile ed i debiti, con una definitiva e accertata incapacità di adempiervi)
  • non averne già usufruito nel precedente quinquennio
  • non aver subito cessazione, risoluzione, revoca degli effetti di un precedente piano
  • presentare documentazione per ricostruire la propria situazione economica e patrimoniale
Come detto la procedura di esdebitamento si può richiedere anche se l'unico creditore è un agente della riscossione (Agenzia delle Entrate Riscossione ad esempio), quindi si può chiedere l'esdebitazione per le cartelle esattoriali: anche il tal caso si deve essere in una situazione di sovraindebitamento.

Che si possa chiedere l'esdebitamento per cartelle esattoriali e debiti fiscali è certo perchè il processo è regolato dal decreto 202-2014 del Ministero della Giustizia e da una sentenza del Tribunale di Busto Arsizio che fa da precedente.

Sempre con la legge 155-2017 è stata introdotta l'esdebitazione semplificata, o esdebitamento di diritto, per situazioni di insolvenza minori (cioè non in situazione di sovraindebitamento): in tali casi c'è la facoltà dei creditori di presentare opposizione al fine di attivare la procedura ordinaria, in quanto nella proceduta semplificata il contraddittorio tra debitore e creditori è posticipato e solo eventuale.

Il riferimento alle insolvenze minori non è espressamente ricondotto alle sole ipotesi di sovraindebitamento ma al legislatore è rimessa la facoltà di delinearne diverse forme, dunque potranno essere disciplinate procedure di esdebitazione anche in relazione a iter concorsuali diversi dal sovraindebitamento.
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