martedì 5 febbraio 2019

Rottamazione Cartelle 2019: Quali Debiti, Come Fare Domanda

Funzionamento della rottamazione ter delle cartelle esattoriali, domandabile entro il 30 aprile 2019 per debiti fiscali e multe.
La rottamazione ter delle cartelle esattoriali è il procedimento di definizione agevolata 2019, per consentire ai contribuenti di saldare i debiti fiscali senza interessi o sanzioni ulteriori. La rottamazione delle cartelle non è un condono fiscale ma solo una misura per estinguere parte delle somme dovute tramite rateizzazione, ma è disponibile anche il pagamento in soluzione unica. Per la domanda di rottamazione cartelle Equitalia e Agenzia delle Entrate Riscossione c’è l'apposito modulo DA 2018, inoltre i tempi di pagamento vanno rispettati puntualmente per non decadere dal beneficio.

ATTENZIONE - La rottamazione ter è cosa diversa dal "saldo e stralcio per contribuenti in difficoltà economica", richiedibile per omessi versamenti in dichiarazione dei redditi e mancati versamenti di contributi previdenziali, e anche dallo "stralcio cartelle fino a mille euro", ovvero la cancellazione delle mini cartelle 2000-2010.

Come funziona la rottamazione ter - Questa nuova possibilità di definizione agevolata per la rateizzazione delle cartelle esattoriali può essere richiesta per i debiti fiscali affidati a Equitalia o Agenzia delle Entrate Riscossione o altro agente di riscossione nel periodo dal 1 gennaio 2000 al 31 dicembre 2017: si considera la data di affidamento, non la data di notifica della cartella. Non vale per cartelle esattoriali affidate nel 2018 o non ancora affidate.

Per quali debiti si può chiedere la rottamazione cartelle 2019 - Si può rateizzare il debito residuo, cioè quanto non ancora pagato, sia per quel riguarda debiti per tasse non pagate che per le multe per infrazioni al Codice della Strada. La rottamazione ter è per ogni tipo di debito oggetto di cartella esattoriale, tranne questi:
  • recupero degli aiuti di Stato considerati illegittimi dall’Unione Europea
  • crediti derivanti da condanne pronunciate dalla Corte dei Conti
  • multe, ammende e sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna
  • sanzioni diverse da quelle irrogate per violazioni tributarie o per violazione degli obblighi relativi ai contributi e ai premi dovuti agli enti previdenziali
Chi ha aderito alla rottamazione bis può aderire alla rottamazione ter? Sì, si può aderire alla rottamazione ter anche se si ha usufruito della rottamazione bis, ma occorre che entro al 7 dicembre 2018 risultino saldate le rate in scadenza a luglio, settembre e ottobre.

Chi ha aderito alla prima rottamazione può aderire alla rottamazione ter? Sì, chi utilizzò la definizione agevolata prevista dal D.L. n. 193/2016 ma poi è decaduto dal beneficio per non aver pagato le rate integralmente e secondo i tempi previsti può fare domanda di rottazione cartelle 2019, sempre in merito ai debiti affidati all'agente di riscossione nel periodo 2000-2017.

Come fare domanda di rottamazione cartelle 2019 - Entro il 30 aprile 2019 la domanda di definizione agevolata tramite la dichiarazione che l’agente della riscossione delle cartelle in oggetto deve predisporre e rendere disponibile ai contribuenti. Per le cartelle esattoriali affidate a Agenzie delle Entrate Riscossione, che ricordiamo ha preso anche quelle di Equitalia, c’è da compilare il modulo DA-2018, che poi va inoltrato via mail tramite posta elettronica certificata (pec) alla Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate Riscossione di riferimento oppure con consegna a mano del modello cartaceo presso uno sportello della Direzione Regionale di riferimento. Entro il 30 ottobre 2019 si deve ricevere la risposta di accesso o rifiuto alla rottamazione ter, se positiva con anche le istruzioni e i bollettini di pagamento.
rottamazione cartelle 2019
Chi ha aderito alla rottamazione-bis ed è in regola col pagamento delle rate di luglio, settembre e ottobre 2018, cioè le ha saldate entro il 7 dicembre, non deve presentare per gli stessi carichi domanda adesione alla rottamazione ter in quanto automaticamente ammesso per legge, come anche i contribuenti che risiedono nei territori interessati dagli eventi sismici che hanno colpito l’Italia centrale nel 2016 e 2017 e avevano già aderito alle precedenti rottamazioni.

Deve invece fare domanda di rottamazione ter chi, per effetto di precedenti pagamenti parziali, ha già saldato gli importi dovuti a titolo di capitale e interessi per ritardata iscrizione a ruolo.
Leggi anche - Tasse in ritardo: come funziona il ravvedimento operoso
Rottamazione cartelle, come si paga e tempistiche - La rottamazione ter consente di pagare in una sola soluzione oppure a rate: chi decide di versare tutto il debito residuo con la prima modalità, dovrà farlo entro il 31 luglio 2019.

La rateizzazione prevede invece un massimo di 18 rate in 5 anni: in questo caso ci sarà un interesse del 2% annuo sulla cifra da pagare. Le prime due rate saranno in scadenza rispettivamente il 31 luglio e il 30 novembre, di importo pari al 10% del debito residuo da pagare. Il numero di rate preciso va indicato nel modulo di domanda di rottamazione ter, il DA 2018. I bollettini per il pagamento delle rate, corredati da tutte le comunicazioni su importi ecc… verranno inviate al contribuente entro il 30 ottobre 2019. Non si incorre in sanzioni né nella decadenza dal beneficio pagando le rate in ritardo non oltre 5 giorni dalla scadenza indicata.
Modalità di pagamento rottamazione 2019: sportelli bancari - uffici postali - sportelli di Agenzia delle Entrate Riscossione - portale www.agenziaentrateriscossione.gov.it - App EquiClick - home banking - ricevitorie Sisal e Lottomatica - tabaccai convenzionati con Banca 5 - sportelli bancomat e Postamat - compensazione con i crediti commerciali nei confronti della Pubblica amministrazione.

Rottamazione cartelle: cosa succede se non si paga - Ovviamente si decade dal beneficio della definizione agevolata; in caso di rateizzazione non solo il mancato pagamento delle rate fa decadere la rottamazione ma anche il pagamento incompleto o in ritardo (oltre i 5 giorni dalla scadenza indicata): quanto già eventualmente pagato verrà considerato come acconto di quanto dovuto, che verrà aumentato di interessi di mora e sanzioni.
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