18 maggio 2022

Migliori Banche Italiane per Aprire Depositi e Investire

Scegliere il conto corrente o il conto deposito: quali parametri vanno valutati e come capire il proprio profilo di consumatore.
Per tutelare le proprie liquidità e per investire i piccoli risparmiatori si affidano prevalentemente alle banche, in particolare optano per strumenti di risparmio e investimento a basso rischio come i conti deposito, oppure gestiscono il portafoglio d'investimenti e il trading dalla piattaforma online messa a disposizione tramite l'home banking e gli strumenti compresi nel conto corrente. Vediamo dunque alcuni elementi da tenere in considerazione per scegliere la banca più sicura per gli investimenti ed alcuni esempi di conti deposito e conti correnti per investire con facilità e bassi costi.

Scegliere la banca più sicura per il conto corrente o deposito

Certamente la prima cosa da valutare quando per tutelare i propri risparmi e investimenti è la solidità della banca in cui aprire il conto (o di cui comprare azioni e obbligazioni), per evitare problemi come quelli che negli ultimi anni hanno avuto i clienti di banche regionali quali Banca Etruria, Banca Marche, Veneto Banca, Popolare di Vicenza, CariFe e CariChieti. Il caso di Banca Carige, commissariata dalla BCE da gennaio 2019 a gennaio 2020, è stato del tutto diverso, dovuto ad altre motivazioni.

A proposito comunque dei fallimenti bancari, va detto che i correntisti non hanno perso un centesimo perché con la procedura del bail in per i salvataggi bancari per prima cosa si annullano le azioni e le obbligazioni (i salvataggi su citati si sono fermati a questo step), se ciò non basta si attua un prelievo solo ai conti correnti e deposito con più di 100.000 euro, se neanche dovesse bastare questo si arriva al fallimento bancario e per tutelare i correntisti interviene il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi che rimborsa fino a 100.000 euro ogni titolare di un conto.

Dunque come consiglio c'è ovviamente quello di affidarsi primariamente a banche solide e di una certa importanza, per lo meno per evitare preoccupazioni. Il consiglio si fa ancora più importante se pensate di investire in azioni e obbligazioni bancarie, non solo per l'eventualità del bail in ma anche per "stare più tranquilli" durante le normali fasi di mercato.


Classifica banche italiane più solide

Per valutare la sicurezza e la solidità di una banca si utilizzano parametri come Cet1 (capitale pronto all’uso), Tier1 (Cet1 + azioni di risparmio), Tcr (l'insieme del patrimonio): nella guida Scegliere la Banca: i Rischi e i Parametri Principali da Valutare trovate spiegato tutto.

Ogni anno le principali istituzioni finanziarie e le università eseguono vari controlli e stilano le classifiche delle banche più solide. In particolare, BCE ed EBA (European Banking Authority) eseguono i cosiddetti stress test, delle simulazioni basate sui dati reali per vedere come reagirebbero le banche in situazioni di crisi.

Gli stress test bancari 2021 indicano che le banche italiane sono nella media europea, tranne Monte Paschi Siena. Questo quanto pubblicato il 30 luglio da Ansa sugli stress test delle banche italiane (corsivi nostri):
In presenza di uno scenario molto negativo il Cet1 del sistema bancario europeo, principale indicatore di solidità patrimoniale, resterà al di sopra del 10% dopo aver consumato 265 miliardi di euro di capitale e poco meno di 500 punti base di Cet1, annuncia l'Eba, comunicando l'esito dell'esame che ha coinvolto 50 istituti di 15 Paesi, rappresentativi del 70% degli asset delle banche dell'Ue. Nel 2023, al termine della simulazione, il Cet1 fully loaded scende dal 15% al 10,2%, restando sugli stessi livelli dell'esercizio 2018, nonostante "uno scenario avverso" molto severo "che assume uno scenario di Covid-19 prolungato in un contesto di tassi più bassi più a lungo". Nello scenario avverso Mediobanca è la migliore, il suo Cet1 fully loaded ratio dal 14,51% di fine 2020 passa al 9,73% del 2023; Intesa Sanpaolo arriverebbe al 2023 con un Cet1 fully loaded del 9,38%, a fronte del 14,04% di fine 2020; Unicredit vede ridursi il suo Cet1 ratio dal 15,14% al 9,22% al 2023; Banco Bpm vede ridursi il suo Cet1 fully loaded dal 13,23% di fine 2020 al 7,02% a fine 2023. L'istituto senese MPS vede il principale indicatore di solidità patrimoniale, ridursi di 996 punti base passando dal 9,86% di fine 2020 a -0,1% del 2023.
Questa la classifica delle migliori banche italiane per Cet1 ratio (rapporto tra Cet1 e attività a rischio implicito quali crediti deteriorati, inadempienze probabili, sofferenze) con i dati di ottobre 2020, pubblicata da www.economia-italia.com:
  • Creval con un Cet1 Ratio al 16,7%
  • Credem con un Cet1 Ratio al 15,5%
  • Intesa Sanpaolo con un Cet1 Ratio al 14,9%
  • Banco Bpm con un Cet1 Ratio al 14,7%
  • UniCredit con un Cet1 Ratio al 14,54%
  • Mps con un Cet1 Ratio al 13,4%
  • Deutsche Bank con un Cet1 Ratio al 13,3%
  • Bper con un Cet1 Ratio al 12,57%
  • Bnl-Bnp Paribas con un Cet1 Ratio al 12,4%
  • Credit Agricole con un Cet1 Ratio all’11,9%
Il Cet1 Ratio deve essere almeno dell'8% per poter considerare una banca sicura.

Come scegliere la banca per il conto deposito

Passando alla pratica, il piccolo risparmiatore come può scegliere il miglior conto deposito per le sue esigenze? Non certo solamente basandosi su quanto le banche indicano come tasso di interesse, come rendimento.

Innanzi tutto occorre aver capito bene la differenza tra conto deposito libero e conto deposito vincolato, in quanto solo quest'ultimo offre interessi degni di nota ma obbligando a mantenere immobile la liquidità.

Un conto deposito libero è in pratica un conto corrente privo di quasi tutte le funzioni e di costi (tranne imposta di bollo e tassazione interessi come tutti i conti) ma che consente di immettere e soprattutto prelevare il denaro senza perdere gli interessi maturati, che tuttavia sono davvero minimi: una soluzione adatta a situazioni particolari, magari alle piccole aziende o agli imprenditori, mentre il piccolo risparmiatore che cerca uno strumento per investire senza rischi e con pochi costi che dia comunque un ritorno si dovrebbe orientare al conto deposito.

Se avete una certa liquidità che potete tenere ferma per mesi o anni e volete investire senza rischi, accontentandovi di rendimenti modesti ma sicuri e senza alcun impegno da parte vostra, potete allora optare per un conto deposito vincolato: i vostri soldi dovranno rimanere sul conto per tutto il periodo di vincolo scelto, altrimenti se prelevate in tutto o in parte la liquidità gli interessi maturati saranno fortemente ridotti (addirittura alcuni conti deposito vietano lo svincolo anticipato). I periodi di vincolo dei conti deposito vanno da un minimo di 1 o 3 mesi fino a 24, 36 o anche 48 mesi e ovviamente gli interessi sono minimi se vincolate i risparmi pochi mesi.

Valutare se un conto deposito vincolato conviene è facile, basta sapere che dagli interessi lordi dovete sottrarre l'imposta di bollo pari allo 0,2% delle somme investite e la tassazione statale del 26% sugli interessi maturati, per il resto non ci sono spese di apertura, chiusura, gestione.

Non vi resta quindi fare un confronto dei conti deposito sul mercato, sapendo che le banche che pagano l'imposta di bollo al posto del cliente sono ormai pochissime, dunque fate una comparazione dei tassi di interesse per i vari periodi di vincolo poi valutate se c'è la possibilità di svincolo anticipato, e a che prezzo eventualmente, così da non avere brutte sorprese nel caso abbiate bisogno di recuperare i vostri soldi prima della scadenza.

Come scegliere la banca per il conto corrente

Abbiamo già parlato nel primo paragrafo di solidità di una banca e tutele per i correntisti, va comunque detto che la totalità delle banche italiane offre garanzie più che solide: affidatevi a banche di profilo nazionale e non avrete problemi, attualmente le banche commissariate da Bankitalia sono tutte di dimensioni locali e provinciali.

Per scegliere il miglior conto corrente per le proprie esigenze occorre come prima cosa... valutare le proprie esigenze! Esistono diversi profili di consumatore a seconda di quali e quante operazioni fa all'anno e dei prodotti collegati al conto corrente di cui può avere bisogno (ad esempio una famiglia o un giovane è difficile che abbiano bisogno di servizi di investimento, più utili magari al "capo famiglia" che gestisce le liquidità o a un professionista): il primo step dunque passa da un'attenta analisi personale.

Esistono conti correnti modulari, ovvero che offrono un pacchetto di base a costi molto contenuti che comprende un certo numero di servizi senza canoni o spese fisse o maggiorazioni (bonifici, bancomat, ricariche ecc...) a cui si possono aggiungere pacchetti accessori che danno più operazioni, servizi aggiuntivi, una carta di credito o prepagata in più... ovviamente dovendo pagare un certo canone mensile. Un esempio di questi conti è il conto corrente My Genius UniCredit.

Per risparmiare sulle spese del conto corrente ci si deve affidare ai conti correnti online, più convenienti di quelli "tradizionali" da aprire presso una filiale e che prevedono costi superiori per le operazioni svolte agli sportelli, come dimostrano le analisi comparative svolte periodicamente da Corriere della Sera e Altroconsumo.

Infatti ogni anno vengono comparati centinaia di conti e vengono stilate le classifiche dei conti correnti più convenienti, divise per profili di consumatori (famiglie, pensionati, giovani): per il 2021 la media dell'ICC (Indicatore dei Costi Complessivi) dei conti online è tra 26 e 31 euro, mentre per i conti tradizionali si va da 63 a 136 euro, a seconda del tipo di consumatore.
conti correnti più convenienti

Scegliere la banca per il conto corrente per investire e trading

Come già accennato nel paragrafo precedente ci sono consumatori con esigenze più complesse che vanno oltre ai comuni servizi di pagamento e deposito liquidità. I conti correnti per investire online e fare trading permettono di gestire gli investimenti direttamente dalla piattaforma di home banking offerta dalla banca, facendo accedere ai mercati azionati o obbligazionari e quelli per il trading sul forex o le commodities e fornendo strumenti per l'analisi degli andamenti dei mercati. Ovviamente il deposito titoli è sempre compreso.

Chi necessita di un conto corrente per investimenti deve essere consapevole che i servizi legati all'acquisto e alla gestione di azioni, titoli, obbligazioni, ETF e simili hanno costi in più: ad esempio il già citato conto My Genius UniCredit offre i moduli di investimento Gold e Platinum rispettivamente a 16€ e 26€ al mese, un costo comunque contenuto a fronte dei servizi offerti (trading, quotazioni, compravendite...) e agli sconti a cui danno accesso sulle spese di amministrazione e custodia. Anche il conto Yellow CheBanca! è adatto per gli investimenti online, ha spese moderate e consente di ridurre il canone annuo in base all'utilizzo che si fa del conto e dei servizi accessori attivati.

Anche in questo caso il primo consiglio è quello di affidarsi a banche di un certo calibro: se è vero che il deposito titoli, anche in caso di crisi bancaria, non corre alcun rischio perché comunque il correntista è proprietario di titoli (azioni, bond ecc...) che sono solo "parcheggiati" presso la banca, bisogna considerare la qualità degli strumenti di analisi messi a disposizione, il numero di prodotti e mercati su cui è possibile investire e soprattutto i costi legati all’opzione di trading.
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