lunedì 23 aprile 2018

Come si Recuperano i Punti sulla Patente e Come Non Farseli Togliere

Recuperare punti sulla patente è utile anche per spendere meno per l'assicurazione auto, inoltre si può non perdere punti sulla patente pagando o dimostrando che non si era alla guida.
Le compagnie assicurative propongono diverse tipologie di polizze auto che premiano gli automobilisti più prudenti, che non causano incidenti e non compiono infrazioni: i punti sulla patente, o meglio la perdita di punti patente, è ora un fattore influente sul costo dell'assicurazione. Una cosa anche normale visto come funziona il normale funzionamento delle polizze rc, basato sul sistema delle classi di merito e del bonus malus. Vediamo dunque come recuperare i punti sulla patente e come non perdere punti sulla patente in caso di multa, cosa possibile in alcuni ma pagando: il principale riferimento normativo è l'articolo 126 bis del Codice della Strada.

Come recuperare i punti patente? - I metodi per il recupero dei punti sulla patente sono due ed il primo, gratuito, è tanto banale quanto impegnativo e, volendo, anche basato sulla fortuna: non essere più causa di incidenti e non compiere infrazioni. Tranne nel caso che si sia scesi a zero punti sulla patente, se per due anni non si commettono infrazioni che prevedano la decurtazione di punti allora si ha il recupero totale dei 20 punti. Quando si hanno 20 punti sulla patente si guadagnano 2 punti ogni 2 anni senza incidenti o infrazioni, arrivando fino ad un massimo di 30 punti sulla patente. I neopatentati che nei primi tre anni di patente non commettono infrazioni avranno 1 punto di bonus per ogni anno trascorso, arrivando quindi ad un massimo di 3 punti aggiuntivi.
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come si recuperano i punti patenteIl secondo metodo per recuperare punti patente è a pagamento, però è più veloce e sicuro: il classico corso in autoscuola per riavere 6 punti (diventano 9 per le patenti professionali). Il costo è variabile, in genere tra 150 e 400 euro.

ATTENZIONE - Se si dovesse arrivare a 0 con i punti sulla patente è obbligatorio procedere alla revisione della patente entro 30 giorni: si può continuare a guidare ma occorre adempiere all'obbligo. Scaduto il termine senza essersi rimessi in regola, la patente è sospesa a tempo indeterminato e occorre rifare l'esame teorico e l'esame pratico, riottenuta la patente si dovrà sottostare ai limiti per i neopatentati.

Pagare per non perdere punti sulla patente - Nel caso si compia un'infrazione al Codice della Strada ma il verbale non può essere contestato immediatamente (si pensi al caso dell'autovelox o alla telecamera che fotografa il passaggio con semaforo rosso) il verbale stesso viene inviato al domicilio del proprietario del mezzo entro 90 giorni dal fatto: se oltre alla multa è prevista la sanzione accessoria della perdita di punti patente, oltre a dover pagare la multa si devono comunicare entro 60 giorni dal ricevimento della notifica i dati di chi guidava al momento dell'infrazione, proprio perchè siano decurtati i punti sulla patente.

Tuttavia, se non viene effettuata la comunicazione i punti non vengono sottratti perchè appunto le autorità non hanno la certezza di chi guidasse il mezzo e ha compiuto l'infrazione, potrebbe trattarsi del proprietario o di altro a cui la vettura è stata prestata. In questo caso però si deve pagare un'ulteriore sanzione per mancata comunicazione, compresa tra circa 280 e 1150 euro. Chiaro è che è un metodo che conviene solo nel caso che, con la prevista sottrazione di punti, si debba poi frequentare un corso in scuola guida per il recupero oppure si debba procedere alla revisione perchè si scende a zero punti sulla patente. Inoltre è anche il caso di verificare se la decurtazione dei punti può causare un aumento del premio della polizza auto: nel caso che guidatore sanzionato e intestatario della polizza siano lo stesso soggetto, potrebbe essere più conveniente non comunicare nulla e pagare la sanzione accessoria.

Non perdere punti patente dimostrando di non essere alla guida - Segnaliamo però che la sentenza della Corte di Cassazione n. 9555/18 depositata il 18 aprile 2018 ha stabilito un nuovo precedente che potrebbe far cambiare le cose limitatamente ad alcune situazioni: "potrebbe" perchè per il sistema giuridico italiano le sentenze dei tribunali non fanno legislazione ma stabiliscono solo dei precedenti per fatti simili, dunque non è detto che sia valido per ogni caso successivo. In sostanza la Corte di Cassazione, per il caso che ha dovuto giudicare, ha stabilito che è possibile e lecito comunicare - sempre secondo i termini su indicati - che non ci si ricorda chi fosse alla guida quel giorno, magari perchè l'auto è condivisa tra più membri della famiglia, e dunque non è possibile risalire a chi ha commesso l'infrazione. In tal caso non si possono decurtare i punti della patente a nessuno ma anche non ci sarà la sanzione per mancata comunicazione.

In sostanza la sentenza della Cassazione stabilisce che il proprietario ha la facoltà di esonerarsi da responsabilità (e dunque dalla perdita di punti patente) dimostrando l’impossibilità di sapere chi guidasse, ma ovviamente tutto ciò può essere "applicato" a casi come quello dell'auto condivisa tra più familiari e altri simili: chi è da solo difficilmente potrà giustificarsi dicendo di non ricordarsi a chi ha prestato l'auto in quel dato giorno (ma non è impossibile), se non altro perchè è suo obbligo accertarsi che chi la guida abbia la patente e resta comunque responsabile della circolazione del mezzo, mentre in caso di vetture ad uso aziendale condiviso occorre che si tenga un registro apposito di chi usa l'auto.

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