Il microcredito come alternativa ai prestiti in banca

Il microcredito sta sempre più prendendo piede in quanto oggi ottenere un finanziamento per credito al consumo o per altre finalità è sempre più difficile visto che la banche hanno stretto i cordoni della borsa e i tassi di interesse possono essere elevati, oltre al fatto che le classiche garanzie per un prestito sono sempre più difficili da poter dare.

A rivolgersi al microcredito sono tendenzialmente soggetti “indesiderati” dalle banche (cattivi pagatori, protestati) oppure chi cerca finanziamenti per progetti occupazionali o di solidarietà sociale, disoccupati, piccoli imprenditori o immigrati: il numero di persone che sono escluse dai normali sistemi di credito è cresciuto dal 16% circa del totale nel 2008 a il 22% di oggi.

Gli importi del microcredito sono oltre la metà tra 2000€ e 5000€, un po’ meno sotto gli 11.000€, mentre ben pochi superano i 15.000€; in Italia sono più le donne che gli uomini a domandare un microcredito: il 57% contro il 43%; tra gli stranieri i più attivi sono i sudamericani, seguiti da africani ed europei.
Tra i vari “benefici” del microcredito c’è senz’altro da annoverare un arginamento all’uso di fidi bancari, carte revolving e prestiti con tassi di interesse troppo elevati, oltre al contenimento del ricorso agli usurai da parte dei soggetti più deboli.

Purtroppo c’è da segnalare che i fondi europei per il microcredito sono per l’Italia di ben un miliardo di euro, ma essendo bloccata la legge sulla figura dell’intermediario bancario a causa di lungaggini burocratiche anche chi già da anni è attivo nel settore (ad esempio Banca Etica) non può iscriversi all’albo degli intermediari rendendo tutto più difficile.
Il microcredito come alternativa ai prestiti in banca Il microcredito come alternativa ai prestiti in banca Reviewed by Christian Citton on 30.7.13 Rating: 5

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