Tares, la nuova tassa sui rifiuti che prende il posto di Tarsu e Tia

La tassa sui rifiuti è tra le più detestate dagli italiani, anche perché è sempre fonte di confusione e di reclami: dal 2013 la Tares prenderà il posto della precedente Tarsu o della Tia (nei comuni, fino appunto all’ introduzione della nuova tassa vi era una differente tassazione).

La Tares, la nuova tassa municipale sui rifiuti, servirà a reperire i fondi sia per la raccolta dei rifiuti sia per altri tipi di servizi, ovvero quelli definiti indivisibili: illuminazione e manutenzione stradale, asili nido, mense… insomma quei servizi che si erogano a tutta la cittadinanza senza bisogno di una domanda individuale.
Il pagamento della Tares avverrà a rate: per la precisione quattro, nei mesi di gennaio, aprile, luglio e dicembre.

La Tares sarà più cara della Tarsu o della Tia: la nuova tassa sui rifiuti, diversamente che l’ Imu, non dovrà essere pagata solo dai proprietari di immobili ma ovviamente anche da coloro che abitano in affitto e pure chi occupa o detiene aree o locali scoperti; dovendo coprire le spese comunali per raccolta e smaltimento rifiuti ma anche appunto per i servizi indivisibili, la Tares sarà una spesa maggiore per i singoli contribuenti e produrrà un gettito più alto per i comuni.
Tra l’ altro, ogni comune può maggiorare di 30-40 centesimi di euro a metro quadro: si calcola che si pagheranno anche decine di euro in più;

Con la Tares i comuni dovrebbero avere la certezza di pareggiare tutti i costi del ciclo di smaltimento dei rifiuti, cosa che prima avveniva solo nei comuni dove si applicava la Tia e non la Tarsu.

I soldi racimolati con questa nuova tassa sui rifiuti dovrebbero essere circa un miliardo di euro, denaro che lo Stato quindi taglierà dai trasferimenti alle amministrazioni locali.
Tares, la nuova tassa sui rifiuti che prende il posto di Tarsu e Tia Tares, la nuova tassa sui rifiuti che prende il posto di Tarsu e Tia Reviewed by Christian Citton on 19.12.12 Rating: 5

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