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Pneumatici e Tecnologia, Binomio Vincente

sabato 9 aprile 2016 Aggiornato il:

Continua ad aumentare il numero di consumatori che si rivolgono alle piattaforme online per acquistare il nuovo treno di pneumatici per le auto: secondo le ultime statistiche, i dati di vendita hanno superato i 100 milioni di euro nel 2015, e almeno 13 milioni di italiani hanno acquistato almeno una gomma attraverso il web.

Oltre 100 milioni di euro. È questa la cifra complessiva raggiunta dall'ecommerce relativo agli pneumatici per automobili e moto nel solo mercato italiano alla fine dello scorso anno; un dato che segnala immediatamente un trend positivo rispetto al passato, e in particolare verso gli 80 milioni di euro registrati nel corso del 2014. Dal punto di vista dei principali player, oltre a colossi internazionali si difende bene il sito di Euroimport Pneumatici, uno dei rivenditori italiani pionieri del settore, presente sul mercato ormai dal 2009, che ha saputo conquistare una fetta superiore al 10 per cento del volume d'affari totale, con una crescita continua negli ultimi anni.

Cambiano gli stili di vita. Che qualcosa stia cambiando appare evidente anche dall'analisi del mercato più generale degli acquisti online effettuati nel nostro Paese. Nella sua tradizionale ricerca sullo stato dell'ecommerce in Italia, la Casaleggio Associati ha infatti riscontrato che il valore dei movimenti sul web è passato dagli 1,6 milioni di euro del 2004 ai 24,2 del 2014, con tendenze sempre in aumento. Tornando al settore specifico degli pneumatici online, nel 2012 (ovvero, appena quattro anni fa), solo il 4 per cento degli intervistati italiani dichiarava di aver effettuato un acquisto di gomme attraverso Internet, mentre secondo ultime indagini siamo adesso giunti almeno al 19 per cento, con circa la metà delle persone intenzionate comunque a provare almeno una volta.

Scelte logiche. Lo rivela una indagine svolta dalla Ipsos, istituto specializzato in analisi e sondaggi, che spiega come almeno 13 milioni di italiani abbiano già acquistato almeno una volta delle gomme online; in particolare, quasi la metà lo ha fatto nel corso del 2015. I motivi di questa impennata del web sono molto semplici: innanzitutto, il vantaggio economico, definito dal 67 per cento degli intervistati come ragione primaria (in effetti, acquistando online si può ottenere un prezzo inferiore a quello proposto da altri canali di vendita, in genere almeno del 30 per cento, con punte fino al 70 per cento); seguono la possibilità di ottenere più informazioni immediate e confrontare prezzi differenti, ritenute importanti dal 49 per cento delle persone, e ancora l’immediatezza e la comodità dell’acquisto, che può essere effettuato direttamente da casa e a qualsiasi ora, e la sicurezza di avere tempi rapidi di consegna.

pneumatici online per risparmiareMeno problemi. Lo sviluppo di canali di vendita specializzati e affidabili, come il già segnalato Euroimport Pneumatici, ha ridotto dunque anche le preoccupazioni "tipiche" degli acquisti online, ovvero il timore di ricevere prodotti scadenti o non corrispondenti alla descrizione, che prima invece poteva smorzare gli entusiasmi. E, a ben vedere, anche l'altro problema atavico degli pneumatici online si risolve facilmente: il 92 per cento degli automobilisti che ha comprato gomme sul web ha infatti facilmente trovato un gommista disponibile al montaggio, smentendo dunque il mito dell'ostracismo da parte dei professionisti verso questa tipologia di mercato.

Il mercato più ampio. La vendita online di pneumatici sta rivitalizzando anche l'intero settore: secondo la ETRMA (European Tyre and Rubber Manufacturers’ Association, che riunisce alcuni dei principali produttori di pneumatici, come Michelin, Goodyear, Pirelli, Dunlop, Continental, Hankook e Nokian, tra gli altri), il 2015 del mercato OE si infatti è chiuso con una crescita del 6 per cento, mentre ha toccato un + 3 per cento quello del ricambio. Bene, in particolare, il segmento di pneumatici estivi e all season (che sono raggruppati insieme), che ha fatto registrare un aumento del 5 per cento rispetto ai volumi di fine 2014.

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