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Accensione Riscaldamento 2016, Date e Orari: Meglio Autonomo o Centralizzato?

domenica 9 ottobre 2016 Aggiornato il:

Quando è possibile accendere il riscaldamento non autonomo? Per quante ore possono rimanere accesi i caloriferi? - Con l'arrivo dell'autunno si devono chiudere le finestre e tirare fuori le coperte a causa del ribasso delle temperature e del maltempo: alcune regioni sono colpite prima dal freddo, mentre in altre si può ancora aspettare: l'Italia infatti è divisa in zone climatiche con diverse date per l'accensione del riscaldamento centralizzato. Scopriamo quando si possono accendere i termosifoni, quali sono le differenze tra riscaldamento autonomo e centralizzato e diamo alcuni consigli per risparmiare sulla bolletta del gas. Cogliamo l'occasione per ricordarvi che il 15 novembre è l'ultimo giorno utile per mettersi in regola con l'obbligo di pneumatici invernali o catene da neve in auto.

Data accensione riscaldamento centralizzato

Quando vengono accesi i caloriferi nei condomini? L'accensione della caldaia del condominio è regolamentata dalla legge 10-1991 che definisce quando si può accendere il riscaldamento centralizzato in base alla zona climatica di residenza. Il prezzo della materia prima gas naturale varia appunto a seconda della zona e di conseguenza cambia la data per l'accensione dei termosifoni. Per esempio nel Nord Italia i caloriferi si possono accendere a partire da giovedì 15 ottobre, nel più caldo Sud Italia la data è fissata a domenica 15 novembre.
Attenzione: Obbligo di Termovalvole per Riscaldamento Centralizzato nei Condomini, scadenza 31 dicembre 2016
Di seguito indichiamo le date da cui si possono accendere gli impianti di riscaldamento centralizzato, ovvero caloriferi e caldaie nei condomini, e per quante ore possono rimanere accesi, divise per zone climatiche:
  • Zona climatica A: dal 1 dicembre al 15 marzo, per 6 ore al giorno (Comuni di Lampedusa e Linosa; Porto Empedocle)
  • Zona climatica B: dal 1 dicembre al 31 marzo, per 8 ore al giorno (Agrigento; Catania; Crotone; Messina; Palermo; Reggio Calabria; Siracusa; Trapani)
  • Zona climatica C: dal 15 novembre al 31 marzo, per 10 ore al giorno (province di Imperia; Latina; Bari; Benevento; Brindisi; Cagliari; Caserta; Catanzaro; Cosenza; Lecce; Napoli; Oristano; Ragusa; Salerno; Sassari; Taranto)
  • Zona climatica D: dal 1 novembre al 15 aprile, per 12 ore al giorno (Genova; La Spezia; Savona; Forlì; Ancona; Ascoli Piceno; Firenze; Grosseto; Livorno; Lucca; Macerata; Massa C.; Pesaro; Pisa; Pistoia; Prato; Roma; Siena; Terni; Viterbo; Avellino; Caltanissetta; Chieti; Foggia; Isernia; Matera; Nuoro; Pescara; Teramo; Vibo Valentia
  • Zona climatica E: dal 15 ottobre al 15 aprile per 14 ore al giorno (province di Alessandria; Aosta; Asti; Bergamo; Biella; Brescia; Como; Cremona; Lecco; Lodi; Milano; Novara; Padova; Pavia; Sondrio; Torino; Varese; Verbania; Vercelli; Bologna; Bolzano; Ferrara; Gorizia; Modena; Parma; Piacenza; Pordenone; Ravenna; Reggio Emilia; Rimini; Rovigo; Treviso; Trieste; Udine; Venezia; Verona; Vicenza; Arezzo; Perugia; Frosinone; Rieti; Campobasso; Enna; L'Aquila e Potenza)
  • Zona climatica F: non ci sono limitazioni di tempo né orario (province di Cuneo, Belluno e Trento)
Ricordiamo che per legge non è possibile superare i 20 gradi centigradi, con due gradi di tolleranza (quindi massimo 22°C), all'interno delle abitazioni, delle scuole e degli uffici. Per gli edifici adibiti ad attività artigianali e industriali (o equiparabili) il limite scende a 18 gradi. Questi limiti di temperatura sono considerati ottimali per svolgere al meglio le attività lavorative e per la vita quotidiana, e sono calcolati dai maggiori esperti internazionali. Non bisogna quindi superare tali limiti sia perché non è consentito dalle norme sia perché si spende di più sia perché abusare dei riscaldamenti danneggia l'ambiente e inquina l'atmosfera delle nostre città: l'inquinamento generato dagli impianti è tra i maggiori fattori scatenanti dei malanni di stagione e di altri danni alla salute causati dall'escursione termica tra interno ed esterno.


Conviene il riscaldamento autonomo o centralizzato?

Quando si possono accendere i termosifoni e come spendere menoMeglio il riscaldamento autonomo o centralizzatoSi risparmia installando la caldaia privata staccandosi dal riscaldamento condominiale? Fino a pochi anni fa le differenze erano davvero minime, ma più di recente si può dire che si spende meno col riscaldamento autonomo perché è migliorata l'efficienza energetica di impianti e case, è aumentata l'installazione degli impianti per energie rinnovabili, la riforma del condominio del 2012 ha introdotto espressamente la possibilità di passare al riscaldamento autonomo negli appartamenti, così che i costi siano ora minori rispetto al centralizzato (certo vale in particolar modo per immobili di più recente costruzione, ma ricordiamo che essendo ancora attive le detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica forse si può pensare di fare qualche lavoro se, fatti i dovuti calcoli, si ritiene di poter risparmiare).

Il motivo di fondo è abbastanza ovvio: la caldaia privata e il riscaldamento autonomo, consentono di adattare i consumi alle proprie esigenze, sfruttando anche con più facilità le offerte gas del mercato libero dell'energia e di cambiare fornitore energetico se si trova una tariffa che renda la bolletta del gas meno cara. Prendete in considerazione anche la possibilità che qualche condomino non paghi la sua quota per il riscaldamento.

Ricordatevi che la revisione degli impianti di riscaldamento e delle caldaie a GPL o gas metano deve essere obbligatoriamente eseguita per legge: legge l'articolo Obbligo di Nuovi Libretti e Controlli per Caldaie, Impianti Termici, Condizionatori per scoprire le novità in arrivo questo inverno.

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