domenica 22 ottobre 2017

Bail In per il Salvataggio delle Banche: Rischi e Tutele

Per salvare una banca dal fallimento possono pagare azionisti, obbligazionisti e poi chi ha un conto corrente o deposito.
Con il bail-in in vigore dal 1 gennaio 2016, per salvare una banca dal fallimento è possibile, se durante commissariamento di Bankitalia non sono arrivati risultati voluti, creare una "bad bank" in cui confluiscono le azioni e le obbligazioni annullate (i primi casi concreti hanno portato a un risarcimento parziale da parte dello Stato), insieme eventualmente ai crediti deteriorati, con lo scopo di risanare almeno una parte del patrimonio e far sì che venga acquistato da un'altra banca. Se neanche l'annullamento di azioni e obbligazioni funziona, è possibile un prelievo forzoso da conti correnti e deposito oltre i 100.000€. Il fallimento della banca, con intervento del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi per rimborsare i correntisti, avviene secondo le norme se neppure col prelievo forzo si salva la banca.

Come prevede la direttiva europea Brrd (Bank recovery and resolution directive), il meccanismo si può applicare solo per necessità di salvataggio bancario, non certo per generiche difficoltà di bilancio o patrimoniali, e solo dopo il commissariamento di Bankitalia. I correntisti entrano in ballo solo dopo azionisti e detentori di obbligazioni. I casi di Banca Etruria, Banca Marche, CariFe, CariChieti, Veneto Banca e Popolare di Vicenza sono stati clamorosi e hanno portato all'annullamento di azioni e obbligazioni subordinate di molti risparmiatori: appare quindi necessario spiegare cosa è il bail-in e come funziona per i salvataggi bancari.

come funziona il bail in per salvare una bancaDal 1 gennaio 2016 è valido il meccanismo di salvataggio bancario del bail-in al posto del bail-out, il quale prevede l'intervento statale tramite soldi pubblici per aiutare le banche ad evitare il fallimento. Un meccanismo storico che, alla luce della crisi degli ultimi anni, ha mostrato la sua debolezza: in pratica si salva una banca con le tasse pagate da tutti i cittadini e nei casi di crisi finanziarie come quella del periodo 2008-12 si mette in difficoltà anche i conti pubblici. La famosa crisi del debito (rapporto debito/Pil dell'Eurozona salito all'80% medio, con picchi elevatissimi in Italia e Spagna, Portogallo come sappiamo) infatti ha avuti tra le sue cause anche i salvataggi attuati per impedire il collasso del sistema bancario europeo, che mostrò quasi improvvisamente le sue magagne nascoste e pagate da tutti i cittadini tramite l'aumento dei tassi.

Con il bail-in invece azionisti, obbligazionisti e correntisti possono diventare compartecipi delle perdite della banca che quindi dovrebbero restare "limitate" a chi ha a che fare con essa (magari così aumenta anche la vigilanza degli stessi clienti e di chi investe...) e non spalmate su tutta la popolazione.
Se l'amministrazione controllata da Bankitalia della banca in crisi non riesce a risanare i conti e/o a trovare acquirenti per l'istituto e dunque diventaa necessario un piano di salvataggio bancario, queste sono le figure chiamate a metterci i soldi:
  • azionisti che hanno Titoli della banca in questione nel portafoglio
  • chi detiene obbligazioni subordinate (le più rischiose)
  • chi detiene obbligazioni senior (ordinarie non garantite)
  • correntisti (conto corrente o conto deposito)
In prima linea ci sono gli azionisti, chiamati a "contribuire" per primi, se poi non dovesse bastare seguono gli altri. Dunque il prelievo forzoso dai conti correnti e deposito è l'ultima ratio, l'ultima mossa possibile prima del fallimento della banca. Va pprecisato che:
  • il prelievo forzoso sui conti può essere effettuato solo su quelli con somme da 100.000€ in su, se il conto corrente o deposito non supera tale limite non può essere toccato
  • fino a 100.000€ si è protetti dal fallimento bancario grazie al Fondo di Tutela dei Depositi Interbancari
  • come spiegato nella guida al conto corrente cointestato, il limite di 100.000€ vale per ogni intestatario: nel caso di un conto cointestato per esempio tra marito e moglie o tra soci, l'assicurazione copre fino a 200mila euro
  • il bail-in non può assolutamente toccare gli investimenti che il cliente ha nel deposito titoli in quanto la banca in difficoltà finanziarie offre solo la funzione di custodia (a meno che non si tratti di azioni o obbligazioni di una banca che richiede la procedura di salvataggio)

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