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Bail-In in Italia dal 1 Gennaio 2016: Prelievo Forzoso dal Conto per Salvataggio Banca

giovedì 22 ottobre 2015 Aggiornato il:

Con il bail-in in vigore dal 1 gennaio 2016 le banche in difficoltà potranno prelevare dal conto corrente o deposito dei clienti: come prevede la direttiva europea Brrd (Bank recovery and resolution directive), il meccanismo si potrà applicare solo per necessità di salvataggio bancario ed i correntisti entrano in ballo dopo azionisti e detentori di obbligazioni. Diamo dunque i dettagli di questa novità importantissima che rivoluzionerà le norme bancarie da sempre in vigore, spiegando anche in quali casi si si è tutelati dal prelievo forzoso dal conto corrente o deposito. I casi di Banca Etruria, Banca Marche, CariFe e CariChieti sono stati clamorosi e hanno l'annullamento di azioni e obbligazioni subordinate di molti risparmiatori: appare quindi necessario spiegare cosa è il bail-in e come funziona per i salvataggi bancari.

Dal 1 gennaio 2016 sarà valido il meccanismo di salvataggio bancario del bail-in al posto del bail-out, il quale prevede siano gli Stati a mettere i soldi per aiutare le banche ad evitare il fallimento. Un meccanismo storico che, alla luce della crisi degli ultimi anni, ha mostrato la sua debolezza: in pratica si salva una banca con le tasse pagate da tutti i cittadini e nei casi di crisi finanziarie come quella del periodo 2008-12 mette in difficoltà anche i conti pubblici. La famosa crisi del debito (rapporto debito/Pil dell'Eurozona salito all'80% medio, con picchi elevatissimi in Italia e Spagna, Portogallo come sappiamo) infatti ha tra le sue cause anche i salvataggi attuati per impedire il collasso del sistema bancario europeo, che mostrò quasi improvvisamente le sue magagne nascoste e pagate da tutti i cittadini tramite l'aumento dei tassi.

prelievo forzoso dal conto col bail-inCon il bail-in invece azionisti, obbligazionisti e correntisti possono diventare compartecipi delle perdite della banca che quindi dovrebbero restare "limitate" a chi ha a che fare con essa (magari così aumenta anche la vigilanza degli stessi clienti e di chi investe...) e non spalmate su tutta la popolazione.

In Italia la direttiva europea sul bail-in per i salvataggi bancari è stata recepita con un decreto approvato dal governo Renzi il 10 settembre, ancora al vaglio del Parlamento e che necessita di alcune limature per quel che riguarda la trasparenza, come detto da Giuseppe Vegas, presidente della Consob. Ma non c'è molto da girarci intorno perchè le norme europee sono abbastanza chiare.


In caso sia necessario un piano di salvataggio bancario queste sono le figure chiamate a metterci i soldi:
  • azionisti che hanno Titoli della banca in questione nel portafoglio
  • chi detiene obbligazioni subordinate (le più rischiose)
  • chi detiene obbligazioni senior
  • correntisti (conto corrente o conto deposito)
In prima linea ci sono gli azionisti, chiamati a "contribuire" per primi, se poi non dovesse bastare seguono gli altri. Dunque il prelievo forzoso dai conti correnti e deposito è l'ultima ratio, l'ultima mossa possibile prima del fallimento della banca.
Invitandovi alla lettura dell'articolo Come funziona il bail-in nel quale spieghiamo la procedura tecnica del salvataggio bancario, precisiamo che:
  • il prelievo forzoso sui conti è solo per le somme da 100.000€ in su, se il conto corrente o deposito non supera tale limite non può essere toccato
  • fino a 100.000€ si è protetti dal fallimento bancario grazie al Fondo di Tutela dei Depositi Interbancari
  • come spiegato nella guida al conto corrente cointestato, il limite di 100.000€ vale per ogni intestatario: nel caso di un conto cointestato per esempio tra marito e moglie o tra soci, l'assicurazione copre fino a 200mila euro
  • il bail-in non può assolutamente toccare gli investimenti che il cliente ha nel deposito titoli in quanto la banca in difficoltà finanziarie offre solo la funzione di custodia (a meno che non si tratti di azioni o obbligazioni di una banca che richiede la procedura di salvataggio)

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