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Ufficiale la Fine del Segreto Bancario con Svizzera, Monaco, Vaticano, Liechtenstein

venerdì 28 agosto 2015 Aggiornato il:

Fine del segreto bancario con Svizzera, Liechtenstein, Principato di Monaco e Vaticano: il governo Renzi con il Consiglio dei Ministri del 27 agosto ha approvato il disegno di legge che regola gli accordi sullo scambio di informazioni finanziarie coi paesi suddetti; inoltre ci sono alcune novità per la voluntary disclosure (la procedura volontaria per il rientro dei capitali all'estero e nascosti al Fisco che consente di regolarizzare la propria posizione con sanzioni ridotte), tra cui anche una possibile proroga. La lotta all'evasione fiscale di grandi dimensioni, ai paradisi fiscali e all'occultamento di capitali prosegue sia a livello europeo che italiano.

Era assolutamente necessario varare il ddl sugli accordi con Svizzera, Liechtenstein, Principato di Monaco e Vaticano (rispettivamente del 23 e 26 febbraio, 2 marzo, 1 aprile) perchè, quando le sue norme entreranno in vigore -e saranno valide retroattivamente a partire dalla data della firma degli accordi- si completerà il quadro normativo della voluntary disclosure e le regole del rientro dei capitali all'estero saranno finalmente certe.

Svizzera, Monaco e Liechtenstien escono così dalla black list del Fisco italiano dei paradisi fiscali (lo Stato del Vaticano già da aprile), così chi ha o ha avuto soldi nascosti in conti correnti, conti deposito o investimenti vari negli istituti finanziari di questi paesi potrà accedere ai vantaggi della voluntary disclosure.
In tutti e quattro i casi il Fisco italiano può ora domandare per iscritto informazioni anche per il passato: dal 2009 nel caso del Vaticano, dal periodo d’imposta 2015 per i due Principati, dal 23 febbraio scorso per la Svizzera.

Più nel dettaglio:
  • accordo Italia-Svizzera fine segreto bancario: chi ha capitali nascosti in Svizzera ma li fa emergere con la voluntary disclosure non subirà la doppia imposizione fiscale, ma solo quella italiana; regolate anche questioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio [l'accordo del 23 febbraio ha anche cambiato il regime fiscale dei lavoratori frontalieri]
  • accordo Italia-Monaco fine segreto bancario: si regolano i casi di doppia residenza fiscale, di doppia imposizione e l’applicazione del credito d’imposta, oltre ovviamente allo scambio d'informazioni a fini fiscali
  • accordo Italia-Lichtenstein fine segreto bancario: del tutto simile a quello con Monaco
  • accordo Italia-Vaticano fine segreto bancario: il Fisco italiano potrà domandare informazioni a fini di accertamento fiscali risalenti fino al 2009; le persone fisiche e giuridiche che vogliono regolarizzare la loro posizione potranno accedere anche in questo caso alla voluntary disclosure
fine segreto bancario e voluntary disclosureTutti gli accordi firmati dall'Italia con Svizzera, Vaticano, Monaco e Liechtenstein per la fine del segreto bancario sono basati sul modello TIEA dell'OCSE (Tax Information Exchange Agreement) per il quale lo Stato a cui sono richieste le informazioni non può rifiutarsi di fornire allo Stato richiedente la collaborazione amministrativa per mancanza di interesse ai propri fini fiscali, né opporre il segreto bancario; in più col protocollo sulle richieste di gruppo si consente anche di domandare -e ricevere- informazioni su comportamenti che possono far presumere la volontà di evadere il Fisco italiano da parte di contribuenti con attività e/o investimenti nel paese.

Novità e proroga voluntary disclosure per capitali in Svizzera

Contemporaneamente l'Agenzia delle Entrate ha comunicato che è possibile accedere alla procedura per il rientro dei capitali nascosti in Svizzera sia col modello italiano sia col modello waifer svizzero: in sostanza questo è una rinuncia volontaria a una condizione contrattuali e ha più dettagli sull'identificazione della relazione bancaria.

Importante precisare che col modello waifer si ha accesso alle sanzioni ridotte della voluntary disclosure anche mantenendo i capitali in Svizzera o trasferendoli fuori dall'Italia o dall'UE, ma non trova applicazione il raddoppio dei termini se restano in Svizzera, Liechtnestein o Monaco o sono trasferiti in Italia.

Proroga voluntary disclosure: ad ora la scadenza per presentare la domanda di accesso alla procedura di rientro dei capitali nascosta all'estero è il 30 settembre 2015, per omissioni e irregolarità commesse fino al 30 settembre 2014, ma appare probabile una proroga per la scadenza della domanda al 31 marzo 2016 perchè, oltre a queste novità per il procedimento con la Svizzera, va considerato che importanti chiarimenti tecnici sono giunti in ritardo e l'adesione è stata decisamente bassa. Aggiorneremo se ci saranno ulteriori novità.

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