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Il Quantitative Easing della BCE: gli Effetti su Mercati, Investimenti, Mutui

giovedì 10 marzo 2016 Aggiornato il:

[Articolo aggiornato il 9 giugno 2016 con l'avvio degli acquisti di corporate bond annuncianti col potenziamento del QE di marzo, il 25 giugno dopo il referendum sulla Brexit, il 22 e l'8 settembre luglio dopo che la BCE ha confermato i numeri attuali] - Siamo già al terzo potenziamento del QE da parte della Banca Centrale Europea, segnale che in un anno abbondante gli obiettivi primari non sono stati raggiunti: l'inflazione nell'Eurozona resta ferma a poco sopra lo 0%, la crescita non è ai livelli sperati. Si tratta di un evento storico in quanto, tra i vari interventi annunciati, scende da 0.05% a 0% il costo del denaro; incrementato anche l'acquisto di Titoli di Stato da parte della BCE e introdotti gli acquisti di bond corporate investment grade europei (obbligazioni di società private con particolari caratteristiche), dunque si conferma che i rendimenti delle obbligazioni governative europee rimarranno ai minimi per molto tempo ancora, come anche ci sarà una riduzione di quelle corporate. Draghi ha annunciato che i tassi di interesse resteranno bassi ancora a lungo. Inoltre il risultato del referendum sulla Brexit, che ha sancito l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea (da compiere entro due anni, a meno di soprese), obbliga la BCE ha perseguire forse anche più forte con la sua politica monetaria accomodante, in ogni caso a sostenere i mercati e a garantire la stabilità finanziaria in tutta l'Eurozona. In questo articolo vediamo gli effetti del Quantitative Easing su mutui, investimenti, mercati, ma prima tutti i dettagli sul nuovo potenziamento del QE annunciato dalla BCE il 10 marzo, a cui le Borse hanno reagito molto positivamente perchè si sperava proprio in una simile mossa che tranquillizza i mercati.

La BCE annuncia l'ennesimo potenziamento del QE: costo del denaro allo 0%, più acquisti di Titoli di Stato, acquisti di obbligazioi corporate, più finanziamenti alle banche con anche tassi negativi

Attenzione a non credere che il Quantitative Easing sia stato fin'ora un fallimento: è vero che l'inflazione non riparte (viste al ribasso le stime per il 2016 e il 2017, il 2% non sarà raggiunto prima del 2018) ma va considerato che ciò dipende anche dal crollo del prezzo del petrolio e altre materie prime, fattore che aiuta una crescita economica non stellare ma comunque presente e che le mosse della BCE sostengono concretamente dando stabilità finanziaria a tutta l'Unione Europea e favorendo le importazioni grazie a un euro più debole. Va comunque detto che in pratica tutte le banche centrali stanno attuando strategie macroeconomiche accomodanti, mettendo in moto una specie di "rincorsa al ribasso", una "guerra valutaria" a colpi di svalutazioni e politiche monetarie espansive molto simili tra loro (solo la Fed USA ha da poco alzato lievemente i tassi, ma come potete leggere nel report La Fed Usa Alza i Tassi di Interesse Ma Conferma la Prudenza in realtà non si discosta poi molto da tutte le altre, non può).

Più nel dettaglio il potenziamento del QE annunciato il 10 marzo 2016 da Mario Draghi, governatore della Banca Centrale Europea, passa in primis dal taglio dallo 0.05%, già minimo storico, allo 0% del costo del denaro, ovvero il tasso d'interesse di rifinanziamento principale (parametro fondamentale e su cui si basa anche l'Euribor per i mutui a tasso variabile: già l'Euribor è sottozero da un anno, si conferma quindi che i tassi d'interesse dei mutui resteranno bassissimi). Questo vuol dire anche che per le banche prendere denaro dalla BCE costerà meno e quindi avranno meno bisogno di liquidità (probabile quindi che gli attuali livelli bassi dei rendimenti dei conti deposito rimarranno tali, come specificato nella guida riportata più sotto nella seconda parte dell'articolo), ma attenzione: la BCE ha portato da -0.30% a -0.40% il tasso sui depositi, ovvero il costo per le banche europee di tenere fermo il denaro nelle casse della Banca Centrale: un chiaro invito a immettere più liquidità nel circuito del credito a imprese e famiglie.
Leggi anche - Consigli d'investimento aggiornati dopo il referendum sulla Brexit
Il potenziamento del Quantitative Easing della BCE prevede inoltre l'incremento degli acquisti mensili di titoli di Stato da 60 a 80 miliardi a partire da aprile, la misura più attesa e potenzialmente quella dal maggiore effetto, con anche l'innalzamento dal 33% al 50% del limite acquistabile di ciascuna emissione di bond. Annunciato anche che la Banca Centrale Europea acquisterà anche i bond denominati in euro emessi dalle aziende non finanziarie, purché abbiano un rating a livello di investimento (investment grade). Più nel dettaglio la BCE dal 9 giugno acquisterà corporate bond investment grade:
  • con merito di credito almeno tripla B da da almeno una delle quattro agenzie di rating a cui la Bce fa riferimento (Moody’s, Standard & Poor’s, Fitch e Dbrs)
  • emesse da società non finanziarie nè bancarie (però sì le compagnie assicurative)
  • emesse in euro da società europee o extra-europee tramite una controllata con sede in Europa
  • con scadenza tra 6 mesi e 30 anni
Gli analisti prevedono acquisti per 3-10 miliardi di euro al mese, per un totale di 500 miliardi da giugno 2016 a settembre 2017. Gli effetti di questa mossa sono ovviamente una riduzione marcata dei rendimenti dei corporate bond investment grade europei (alcuni finiti sottozero, come successo a diversi Titoli di Stato nei mesi precedenti) e in parte anche delle obbligazioni high yeld in euro (la media dei rendimenti dei "titoli spazzatura" è scesa subito dal 4% al 2.90%). Ma soprattutto, aumentando i prezzi le società saranno più incentivate a mettere tali titoli sul mercato: insomma ci sarà "più debito in vendita", maggiore liquidità e dunque più opportunità d'investimento (tra maggio e giugno ci sono state emissioni per 40 miliardi, la banca d'affari Bank of America Merrill Lynch prevede per i prossimi anni fino a 2500 miliardi di nuove emissioni di corporate bond ad alto credito).

Infine, è molto importante l'annuncio che la BCE attuerà quattro nuove Tltro (Targeted Long Term Refinancing Operations), ovvero dei prestiti di lungo periodo alle banche con un tasso d'interesse tanto più basso quanto più credito verrà fatto alle famiglie e alle imprese, addirittura fin'anche a interessi negativi (ovvero la stessa BCE pagherà per i finanziamenti che concede alle banche, se queste ne erogheranno molti e consistenti e vantaggiosi a famiglie e imprese.)

Il 21 luglio il primo board della BCE dopo il referendum sulla Brexit conferma che in caso di necessità ci saranno interventi ad hoc, ma ad ora non sono richieste misure eccezionali: il Quantitative Easing prosegue così ed i tassi restano a zero.

Effetti del Quantitative Easing su mutui, investimenti, mercati

Sul QE della BCE c'è molto da dire e ilportafoglio.info ha pubblicato questi quattro approfondimenti [tutti aggiornati al mese di settembre 2016 e le cui informazioni più che mai valide]:
    spiegazione del qe della bce
  1. Cosa È il Quantitative Easing della BCE e che Effetti Avrà in Europa è, come dice il titolo, un'analisi sui vari effetti che il QE potrà avere sull'economia reale dell'UE, visti alla luce delle grandi differenze tra la situazione europea e quella statunitense, che dal "QE" attuato pochi anni fa dalla FED ha ottenuto grandi benefici 
  2. Titoli di Stato e QE, il punto dopo un anno e prospettive: analisi della situazione delle obbligazioni governative europee alla data del 10 marzo, dopo il board della BCE che ha confermato e potenziato l'attuale politica monetaria
  3. Gli Effetti sui Mutui del Quantitative Easing: Interessi Più Bassi, Detrazioni Più Alte fa un quadro della situazione dei mutui, che per quel che riguarda i tassi di interesse è molto buona proprio per le azioni che la BCE ha intrapreso negli anni (dopo i potenziamenti del QE decisi tra ottobre 2015 e marzo 2016 l'analisi è ancor più valida, anzi l'orizzonte temporale, per quel che riguarda la durata dei tassi al minimo, si allunga); qui invece il report costantemente aggiornato sulle previsioni per i tassi d'interesse dei mutui, ovviamente con gli effetti del QE sempre in primo piano
  4. Rendimenti Conti Deposito, il QE che Effetti Avrà? offre un'analisi di quali saranno le conseguenze di questa super-iniezione di liquidità sugli interessi di un investimento sicuro molto amato dai piccoli risparmiatori

Consigli d'investimento col Quantitative Easing

Le pubblicazioni più recenti dopo un anno di QE, potenziato ben tre volte e il cui orizzonte temporale è stato nettamente allungato, sia come termine ufficiale sia come effetti successivi:
Buona lettura e soprattutto... buona fortuna, ne abbiamo tutti bisogno.

3 commenti:

Davide Marciano ha detto...

Domanda da risparmiatore privato e lettore di questo blog. Se ho capito bene la manovra vuole far crescere l'inflazione anche se, da laico, deduco che depositare soldi in banca diventerà meno conveniente.
Per me piccolo risparmiatore conviene attendere per sottoscrivere un deposito vincolato? I prossimi anni come saranno in quanto a interessi?

Christian Citton ha detto...

I tassi di interesse dei conti deposito sono in discesa già da un paio d'anni, dopo il grande boom che hanno avuto durante la crisi dell'euro del 2011: diciamo che sono poco sotto ai livelli consueti, normali; come scritto più volte in questi anni, la riduzione dei rendimenti è dovuta in pratica agli stessi motivi, legati alle politiche monetarie della BCE, che hanno portato alla riduzione degli interessi dei mutui. Il QE non potrà che confermare i livelli attuali, o comunque rendere improbabile una risalita sostanziosa: forse conviene ora puntare su qualche tipologia di buono fruttifero postale indicizzato all'inflazione o agli indici borsistici.

Davide Marciano ha detto...

Grazie dell'informazione come sempre molto utile e precisa. Ne terrò conto nei prossimi mesi quando deciderò il da farsi. Buon lavoro

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