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Il Quantitative Easing della BCE: gli Effetti su Mercati, Investimenti, Mutui

giovedì 10 marzo 2016 Aggiornato il:

[Articolo aggiornato l'11 dicembre dopo che la BCE ha deciso la proroga del termine del QE da marzo a dicembre 2017] - Siamo già al secondo allungamento e al terzo potenziamento del QE da parte della Banca Centrale Europea, segnale che in due anni gli obiettivi primari non sono stati raggiunti: l'inflazione nell'Eurozona resta ferma a poco sopra lo 0%, la crescita non è ai livelli sperati. Si tratta di un evento storico in quanto, tra i vari interventi annunciati, scende da 0.05% a 0% il costo del denaro; incrementato anche l'acquisto di Titoli di Stato da parte della BCE e introdotti gli acquisti di bond corporate investment grade europei (obbligazioni di società private con particolari caratteristiche), dunque si conferma che i rendimenti delle obbligazioni governative europee rimarranno ai minimi per molto tempo ancora, come anche ci sarà una riduzione di quelle corporate. Draghi ha annunciato che i tassi di interesse resteranno bassi ancora a lungo. Inoltre il risultato del referendum sulla Brexit, che ha sancito l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea (da compiere entro due anni, a meno di sorprese), obbliga la BCE ha perseguire forse anche più forte con la sua politica monetaria accomodante, in ogni caso a sostenere i mercati e a garantire la stabilità finanziaria in tutta l'Eurozona. In questo articolo vediamo gli effetti del Quantitative Easing su mutui, investimenti, mercati, ma prima tutti i dettagli su come funziona il QE.

Come funziona il Quantitative Easing: costo del denaro allo 0%, più acquisti di Titoli di Stato, acquisti di obbligazioni corporate, più finanziamenti alle banche con anche tassi negativi

Attenzione a non credere che il Quantitative Easing sia stato fin'ora un fallimento: è vero che l'inflazione non riparte (viste al ribasso le stime per il 2016 e il 2017, il 2% non sarà raggiunto prima del 2018) ma va considerato che ciò dipende anche dal crollo del prezzo del petrolio e altre materie prime avvenuto nel 2014/15 (solo dal 2016 inoltrato è iniziata l'inversione di tendenza), fattore che aiuta una crescita economica non stellare ma comunque presente e che le mosse della BCE sostengono concretamente dando stabilità finanziaria a tutta l'Unione Europea e favorendo le importazioni grazie a un euro più debole. Va comunque detto che in pratica tutte le banche centrali stanno attuando strategie macroeconomiche accomodanti, mettendo in moto una specie di "rincorsa al ribasso", una "guerra valutaria" a colpi di svalutazioni e politiche monetarie espansive molto simili tra loro (solo la Fed USA ha alzato lievemente i tassi ed è in procinto di proseguire nella "normalizzazione" della politica monetaria, ma come potete leggere nel report La Fed Usa Alza i Tassi di Interesse Ma Conferma la Prudenza in realtà non si discosterà poi molto da tutte le altre).

Più nel dettaglio il potenziamento del QE annunciato il 10 marzo 2016 da Mario Draghi, governatore della Banca Centrale Europea, passa in primis dal taglio dallo 0.05%, già minimo storico, allo 0% del costo del denaro, ovvero il tasso d'interesse di rifinanziamento principale (parametro fondamentale e su cui si basa anche l'Euribor per i mutui a tasso variabile: già l'Euribor è sottozero da un anno, si conferma quindi che i tassi d'interesse dei mutui resteranno bassissimi). Questo vuol dire anche che per le banche prendere denaro dalla BCE costerà meno e quindi avranno meno bisogno di liquidità (probabile quindi che gli attuali livelli bassi dei rendimenti dei conti deposito rimarranno tali, come specificato nella guida riportata più sotto nella seconda parte dell'articolo), ma attenzione: la BCE ha portato da -0.30% a -0.40% il tasso sui depositi, ovvero il costo per le banche europee di tenere fermo il denaro nelle casse della Banca Centrale: un chiaro invito a immettere più liquidità nel circuito del credito a imprese e famiglie.
Leggi anche - Consigli d'investimento aggiornati dopo il referendum sulla Brexit
Il potenziamento del Quantitative Easing della BCE cominciato a marzo ha previsto inoltre l'incremento degli acquisti mensili di titoli di Stato da 60 a 80 miliardi a partire da aprile, la misura più attesa e potenzialmente quella dal maggiore effetto, con anche l'innalzamento dal 33% al 50% del limite acquistabile di ciascuna emissione di bond. Annunciato anche che la Banca Centrale Europea acquisterà anche i bond denominati in euro emessi dalle aziende non finanziarie, purché abbiano un rating a livello di investimento (investment grade). Più nel dettaglio la BCE dal 9 giugno acquisterà corporate bond investment grade:
  • con merito di credito almeno tripla B da da almeno una delle quattro agenzie di rating a cui la Bce fa riferimento (Moody’s, Standard & Poor’s, Fitch e Dbrs)
  • emesse da società non finanziarie nè bancarie (però sì le compagnie assicurative)
  • emesse in euro da società europee o extra-europee tramite una controllata con sede in Europa
  • con scadenza tra 6 mesi e 30 anni
Gli analisti prevedono acquisti per 3-10 miliardi di euro al mese, per un totale di 540 miliardi da giugno 2016 a settembre 2017 dicembre 2017 (annunciata la proroga il 9 dicembre, seppur con una riduzione degli acquisti totali da 80 a 60 miliardi di euro al mese a partire da aprile 2017). Gli effetti di questa mossa sono ovviamente una riduzione marcata dei rendimenti dei corporate bond investment grade europei (alcuni finiti sottozero, come successo a diversi Titoli di Stato nei mesi precedenti) e in parte anche delle obbligazioni high yeld in euro (la media dei rendimenti dei "titoli spazzatura" è scesa subito dal 4% al 2.90%). Ma soprattutto, aumentando i prezzi le società saranno più incentivate a mettere tali titoli sul mercato: insomma ci sarà "più debito in vendita", maggiore liquidità e dunque più opportunità d'investimento (tra maggio e giugno ci sono state emissioni per 40 miliardi, la banca d'affari Bank of America Merrill Lynch prevede per i prossimi anni fino a 2500 miliardi di nuove emissioni di corporate bond ad alto credito).

Infine, è molto importante l'annuncio che la BCE attuerà quattro nuove Tltro (Targeted Long Term Refinancing Operations), ovvero dei prestiti di lungo periodo alle banche con un tasso d'interesse tanto più basso quanto più credito verrà fatto alle famiglie e alle imprese, addirittura fin'anche a interessi negativi (ovvero la stessa BCE pagherà per i finanziamenti che concede alle banche, se queste ne erogheranno molti e consistenti e vantaggiosi a famiglie e imprese.)

Il 21 luglio il primo board della BCE dopo il referendum sulla Brexit conferma che in caso di necessità ci saranno interventi ad hoc, ma ad ora non sono richieste misure eccezionali: il Quantitative Easing prosegue così ed i tassi restano a zero.

Effetti del Quantitative Easing su mutui, investimenti, mercati

Sul QE della BCE c'è molto da dire e ilportafoglio.info ha pubblicato questi quattro approfondimenti:
    spiegazione del qe della bce
  1. Cosa È il Quantitative Easing della BCE e che Effetti Avrà in Europa è, come dice il titolo, un'analisi sui vari effetti che il QE potrà avere sull'economia reale dell'UE, visti alla luce delle grandi differenze tra la situazione europea e quella statunitense, che dal "QE" attuato pochi anni fa dalla FED ha ottenuto grandi benefici 
  2. Titoli di Stato e QE, il punto dopo un anno e prospettive: analisi della situazione delle obbligazioni governative europee alla data del 10 marzo, dopo il board della BCE che ha confermato e potenziato l'attuale politica monetaria
  3. Gli Effetti sui Mutui del Quantitative Easing: Interessi Più Bassi, Detrazioni Più Alte fa un quadro della situazione dei mutui, che per quel che riguarda i tassi di interesse è molto buona proprio per le azioni che la BCE ha intrapreso negli anni (dopo i potenziamenti del QE decisi tra ottobre 2015 e marzo 2016 l'analisi è ancor più valida, per quel che riguarda la durata dei tassi al minimo si allunga l'orizzonte temporale dopo la proroga del termine); qui invece il report costantemente aggiornato sulle previsioni per i tassi d'interesse dei mutui, ovviamente con gli effetti del QE sempre in primo piano
  4. Rendimenti Conti Deposito, il QE che Effetti Avrà? offre un'analisi di quali saranno le conseguenze di questa super-iniezione di liquidità sugli interessi di un investimento sicuro molto amato dai piccoli risparmiatori

Consigli d'investimento col Quantitative Easing

Le pubblicazioni più recenti dopo un anno di QE, potenziato ben tre volte e il cui orizzonte temporale è stato nettamente allungato, sia come termine ufficiale sia come effetti successivi:
Buona lettura e soprattutto... buona fortuna, ne abbiamo tutti bisogno.

3 commenti:

Davide Marciano ha detto...

Domanda da risparmiatore privato e lettore di questo blog. Se ho capito bene la manovra vuole far crescere l'inflazione anche se, da laico, deduco che depositare soldi in banca diventerà meno conveniente.
Per me piccolo risparmiatore conviene attendere per sottoscrivere un deposito vincolato? I prossimi anni come saranno in quanto a interessi?

Christian Citton ha detto...

I tassi di interesse dei conti deposito sono in discesa già da un paio d'anni, dopo il grande boom che hanno avuto durante la crisi dell'euro del 2011: diciamo che sono poco sotto ai livelli consueti, normali; come scritto più volte in questi anni, la riduzione dei rendimenti è dovuta in pratica agli stessi motivi, legati alle politiche monetarie della BCE, che hanno portato alla riduzione degli interessi dei mutui. Il QE non potrà che confermare i livelli attuali, o comunque rendere improbabile una risalita sostanziosa: forse conviene ora puntare su qualche tipologia di buono fruttifero postale indicizzato all'inflazione o agli indici borsistici.

Davide Marciano ha detto...

Grazie dell'informazione come sempre molto utile e precisa. Ne terrò conto nei prossimi mesi quando deciderò il da farsi. Buon lavoro

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