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Come contestare l'estratto conto della carta di credito o del bancomat

domenica 23 marzo 2014 Aggiornato il:

Chi ha una carta di credito Visa, Mastercard, American Express o altro, usa il bancomat, in caso di errori nell'estratto conto può contestarlo: ecco la procedura.


L’estratto conto della carta di credito è sbagliato, ci sono spese che voi non avete effettuato o altri errori? La procedura per contestare l'estratto conto della carta di credito alla banca non è complessa ma occorre avere diversi dati sotto mano per poterla espletare.

Specifichiamo subito che stiamo parlando di carta di credito ma vale anche per bancomat, carte ricaricabili o carte revolver (cfr Carte di credito, carte revolving, carte di debito, carte ricaricabili: guida alla moneta elettronica) e che quello che andiamo a descrivere è valido per le carte dei circuiti Visa, Mastercard, American Express e tutte le altre che le banche rilasciano ai propri correntisti.
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Procedura per contestare l'estratto conto della carta di credito o del bancomat

Innanzi tutto sappiate che avete 60 giorni di tempo per contestare l'estratto conto una volta che vi è arrivato, dopo di che la banca ha il diritto di ritenerlo come accettato e il cliente non ha più alcun diritto per contestare.

contestare l'estratto conto di bancomat o carta di creditoDovete predisporre una raccomandata con ricevuta di ritorno da inviare alla banca contenente tutti gli scontrini e le ricevute delle spese che avete effettuato con la carta di credito, quindi nei negozi fateveli sempre dare e conservateli con cura, se fate acquisti on line stampateli.

Nella comunicazione che inviate alla banca dovete appunto allegare quanto sopra, l'estratto conto che contestate, una lettera in cui spiegate i movimenti che avete fatto con la carta di credito o il
bancomat e quelli che ritenete non corretti e la banca deve verificare.

Se la banca non risponde entro 30 giorni potete rivolgervi all'Arbitro Bancario e Finanziario; se neanche l'ABF risolve e ritenete sempre di essere nel giusto, potete ricorrere al giudice ordinario.

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