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Controlli sul conto corrente e Redditometro: consigli per non avere problemi

lunedì 2 settembre 2013 Aggiornato il:

Come ormai saprete, sono attivi i controlli del Fisco sui conti correnti, le carte di credito e Bancomat, i libretti postali ecc…: l’Agenzia delle Entrate riceverà i dati su ogni operazione e movimentazione da banche, Poste ed intermediari finanziari e, assieme al Redditometro, avrà dunque un mezzo per il contrasto all’evasione fiscale teoricamente molto forte. Come può un cittadino onesto evitare di avere problemi?

Considerate innanzi tutto che, per quel che riguarda conti correnti (postali e bancari), Bancomat e carte di credito, all’Agenzia delle Entrate arriveranno i dati relativi a i pagamenti  con bancomat/postamat, gli addebiti diretti in conto, gli utilizzi delle carte di credito o gli eventuali prelevamenti in contanti. Se le uscite dovessero superare le entrate di oltre il 20%, o meglio le spese che sostenete risultano essere superiori del 20% (cifra indicativa ma fornita dalla stessa Agenzia) rispetto a quanto dichiarato nella dichiarazione dei redditi, allora la possibilità di controlli fiscali è molto alta (così dicono le autorità).

Nel caso il Fisco si faccia sentire, molto utile sarebbe l’aver a disposizione la documentazione relativa al conto o alla carta (saldi, estratti conto ecc…) così che eventuali incongruenze o dubbi possano venire immediatamente fugati.
Ormai i pagamenti in contante di una certa entità sono molto mal visti dalle autorità fiscali [cfr la guida Pagamenti e incasso assegni in contanti oltre i 1000 euro]: se ricevete o fate prestiti o donazioni, oppure fate o ricevete dei pagamenti per dei lavori, degli acquisti o quant’altro, in specie se continui nel tempo, fatelo tramite forme di pagamento tracciabili (assegni, bonifici).

In ogni caso il cittadino onesto che dichiara puntualmente quello che spende e guadagna non ha nulla da temere (ripetiamo le parole delle autorità fiscali e politiche, ovviamente).

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