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Recesso anticipato contratto acquisto smartphone o tablet: costi o penali?

sabato 31 agosto 2013 Aggiornato il:

Parliamo di un argomento scottante, ovvero della rescissione anticipata di un contratto di acquisto a rate di uno smartphone o di un tablet abbinato ad una tariffa voce/sms/internet, da una compagnia telefonica: con il proliferare di proposte per tali acquisti si sono moltiplicati questi casi. Diciamo subito che, in teoria, per disdire un contratto acquisto smartphone/tablet non ci sarebbero penali, come afferma la Legge Bersani del 2007: purtroppo però la situazione è complicata e, in definitiva, si paga (e alle volte pure parecchio).
AGGIORNAMENTO 27 febbraio 2015: quanto scritto in questa guida rimane pienamente valido perchè il DDL Liberalizzazioni e Concorrenza del governo Renzi non prevede il ritorno delle penali ufficiali, resteranno queste "nascoste"; per tutti i dettagli, anche su altri argomenti leggete la news Liberalizzazioni: Novità Assicurazioni, Telefonia e Pay TV, Tariffe Luce e Gas.


Comprare uno smartphone/tablet a rate da una compagnia telefonica vuol dire che si paga un sovraprezzo al normale canone mensile della tariffa in abbonamento che viene abbinata al device, più un contributo iniziale o una maxi rata finale: di solito il contratto dura 24/30 mesi, ovvero per tale periodo si paga tutti i mesi con addebito su conto corrente o carta di credito. Inoltre non si può in genere cambiare tariffa, se non pagando un sovrapprezzo. E’ proprio come accendere un finanziamento e rimborsarlo a rate: alla fine lo smartphone o il tablet è pagato del tutto e si può decidere se rinnovare l’abbonamento per la tariffa scelta o cambiarla senza costi; per degli esempi accedete alla sezione Offerte smartphone e tablet con tariffa.

Chiarita la situazione, poniamo il caso che appunto si voglia disdire il contratto: cosa succede e cosa si deve fare?
La comunicazione va fatta con una raccomandata a/r all’indirizzo che la compagnia telefonica vi fornisce: trovate le istruzioni sulla copia del contratto in vostro possesso con i relativi costi da sostenere.
E proprio tali costi fanno sorgere le polemiche: il Decreto Bersani avrebbe vietato le penali… Appunto “avrebbe”: hanno solo cambiato nome e sono diventate cose del tipo costi sostenuti dall’operatore oppure contributo disattivazione ecc… Più si è lontani dalla fine del contratto e più si paga.
Perché tali costi? Probabilmente perché l’offerta della promozione presuppone uno sconto sulla tariffa da cui la compagnia vuole rientrare, come anche quelli relativi alla dilazione del pagamento dello smartphone o del tablet.
Altre guide utili: Cambiare compagnia telefonica: come mantenere il credito - Disdetta contratto telefonico: costi e procedura per la rescissione anticipata - Cambiare compagnia telefonica per risparmiare: consigli e informazioni - Portabilità del numero: nessun costo, è un diritto 
Ma queste pseudo-penali sono solo una parte dei costi da sostenere per rescindere anticipatamente un contratto di acquisto smartphone/tablet a rate con tariffa abbinata: infatti si avrà da sborsare anche l’equivalente della somma delle rate di acquisto del device ancora mancanti alla fine del contratto (non è possibile restituirlo per non pagare: appena firmate il contratto, dovete tenere in conto che ormai lo smartphone o il tablet è vostro ed il prezzo è quello, da pagare a rate nel corso del periodo di vincolo oppure in blocco in caso di disdetta in anticipo del contratto).

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