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Commissioni carte di credito, novità in vista: più costi per i consumatori?

lunedì 22 luglio 2013 Aggiornato il:

L’UE sta pensando ad un cambio radicale pe quel che riguarda le commissioni delle carte di credito e dei Bancomat: le autorità finanziarie europee vorrebbero infatti porre un limite dello 0,2% alle tariffe interbancarie, cioè quei costi che la banca che emesso la carta di credito o il Bancomat (carta di debito), usati per il pagamento dal cliente, addebita alla banca titolare del conto corrente del negoziante, del centro commerciale, del sito… dove è stato appunto fatto l’acquisto pagato con la carta.

Ora queste commissioni della carta di credito sono stabilite dai circuiti internazionali Visa, Mastercard, American Express, e finiscono per intero nelle casse delle banche: i commercianti si lamentano dei costi troppo elevati che vengono scaricati sulle loro spalle quando accettano pagamenti con carte di credito o Bancomat; la Commissione UE calcola un taglio degli introiti dalle commissioni sulle carte di credito dagli attuali 5,7 miliardi a 3,5 miliardi, e da quelle sui Bancomat da 4,8 miliardi a 2,6 miliardi di euro.


Ma tutto ciò avrebbe davvero l’effetto di incentivo verso l’uso della moneta elettronica, anche in funzione di una più proficua lotta all’evasione fiscale? Le associazioni dei consumatori avvertono che invece le banche potrebbero, come al solito, rivalersi sui clienti, in questo caso sui titolari di carte di credito o di Bancomat: l’ Istituto per la Competitività stima che le riduzioni sulle commissioni del progetto europeo porterebbero ad una crescita dei canoni delle carte di credito e di debito da 6€ a 10€, il che potrebbe appunto portare ad un minore uso, una minore richiesta di tali prodotti.

Anche l’evasione fiscale se ne avvantaggerebbe, secondo l’ Istituto per la Competitività: ad un aumento di 10 milioni di carte in circolazione e a una diminuzione di 15€ del prelievo medio da ATM corrisponderebbe una diminuzione dell’evasione fiscale pari a 15 miliardi di euro all’anno.

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