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Imu prima casa: calcolo, detrazioni, pertinenze

lunedì 15 aprile 2013 Aggiornato il:

L’ Imu, la tassa immobiliare municipale che ha preso il posto della vecchia Ici, crea tanti dubbi a causa delle diverse situazioni che si possono generare: noi di ilportafoglio.info abbiamo raccolto tutta una serie di guide e informazioni importanti proprio sull’ Imu che potete consultare dalla Guida IMU; qui cerchiamo di rispondere ad alcune domande che sono parse agli esperti le più importanti relative all’ Imu sulla prima casa.

NEWS 29 agosto: Imu prima casa abolita, Service Tax Taser da gennaio 2014

Come si calcola l’ Imu da pagare?

Innanzi tutto va determinato il valore dell’ immobile, ovvero la base imponibile su cui applicare l’ aliquota [cfr  Imu: Calcolo Base Imponibile E Categorie Catastali], al valore risultante si applicano l’ aliquota ridotta del 4 per mille sulla prima casa, del 7,6 per mille sulla seconda e oltre, sugli uffici, capannoni e negozi, del 2 per mille sui fabbricati rurali strumentali (il totale è al lordo di eventuali detrazioni); ricordate sempre che i comuni possono aumentare o diminuire tali aliquote.

Quali sono le detrazioni per l’ Imu?

Vi è una detrazione sull’ Imu di 200 euro per la prima casa a famiglia, da dividere pro capite in caso di comproprietà a prescindere dalle quote di possesso. C’è poi un’ulteriore detrazione solo per il biennio 2012/13 di 50 euro per ogni figlio convivente minore di 26 anni, fino ad un massimo di 8 figli. Esempio di calcolo Imu per una rendita catastale pari a 600 euro, prima casa, unico proprietario con un solo figlio minore di 26 anni: 600 (rendita catastale) x 1,05 (la rendita catastale va rivalutata del 5%) x 160 (moltiplicatore per le prime case) = base imponibile di 100.800; la base imponibile va moltiplicata per l’ aliquota del 4 per mille, ovvero per 0,4%: si ottiene così un’ Imu lorda di 403,2 euro, a cui vanno sottratti 200 euro di detrazione prima casa e 50 euro di detrazione figlio: il totale netto, da pagare in due o tre rate (attenzione comunque al fatto che in seguito i comuni ed il Governo potranno rivedere le aliquote) è di 153,2 euro.

Come si determina la prima abitazione?

La prima casa, l’abitazione principale, si determina con tre criteri: proprietà, residenza anagrafica, dimora abituale; se ne manca anche solo uno si tratta di seconda casa. Per prima casa si considera l’ abitazione come unica unità immobiliare. A differenza dell’ Ici, per cui era sufficiente il solo criterio della dimora abituale, non si considera più abitazione principale neanche quella concessa in uso gratuito ai parenti (quindi se ad esempio un figlio dimora in una casa datagli in comodato d’uso gratuito dal padre, non potrà dichiararla prima casa perché non ne è proprietario né vi ha la residenza: sarà il genitore a pagare l’ Imu su quella che verrà considerata una seconda casa).

Chi è soggetto all’ Imu prima casa?

Sono tenuti a pagare l’Imu: i proprietari, gli usufruttuari e i detentori di diritti reali (abitazione, uso, superficie, enfiteusi) che hanno residenza e dimora abituale nella casa in questione; il nudo proprietario non paga.

Come si calcola l’ Imu sulle pertinenze della prima casa?

Le pertinenze sono considerate le unità immobiliari a servizio dell’abitazione che per il catasto sono a rendita separata dall’ appartamento (la cantina di solito è compresa nella planimetria dell’ immobile, con cui fa rendita ma comunque come prima pertinenza C/2). Per ogni categoria catastale C/2, C/6 (box, posto auto), C/7 (tettoia) si assimila all’ aliquota di prima casa del 4 per mille una sola pertinenza: tutte le altre e eventualmente quelle dislocate fuori dal Comune in cui si trova la prima casa, pagano un’aliquota del 7,6 per mille (quella sulla seconda casa).

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