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I mutui variabili indicizzati al tasso BCE sono convenienti?

domenica 10 marzo 2013 Aggiornato il:

Il tasso BCE, detto anche costo del denaro, è uno dei due indici che vengono usati per i mutui a tasso variabile: rispetto all’ Euribor è ora sì più alto, ma in prospettiva è più stabile e non può raggiungere i livelli toccati dall’ Euribor anni fa ad inizio crisi. Vediamo quindi i vantaggi e gli svantaggi di un mutuo a tasso variabile BCE.

NEWS di maggioTaglio del costo del denaro (tasso BCE): interessi di mutui e conti deposito in discesa

Comprare casa: per molti è praticamente necessario domandare un mutuo, ma quale? Per chi opta per un mutuo a tasso variabile (leggete qui per alcune previsioni aggiornate sui tassi di interesse dei mutui) la scelta è tra i mutui a tasso variabile Euribor oppure a tasso variabile BCE: il tasso BCE altro non è che il costo del denaro, ovvero il tasso di interesse che la Banca Centrale applica al denaro immette sul mercato bancario.

Questi ultimi mutui variabili non sono molto conosciuti, richiesti dai clienti né molto proposti dalle banche: uno ad esempio è il Mutuo Domus di Intesa San Paolo, ma ce ne sono anche altri (pochi in verità: cercate sempre diverse soluzioni di mutuo e fate preventivi gratis, non fermatevi alla prima proposta che trovare interessante): in Italia sono presenti dal 2009.

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mutui a tasso BCE sono meno volatili di quelli Euribor, ovvero hanno una rata più costante perché la quota capitale non varia in continuazione come succede appunto con l’ indice Euribor: il costo del denaro viene deciso dalla Banca Centrale Europea in funzione delle politiche economiche necessarie a sostenere l’ economia e di norma non cambia che due o tre volte all’ anno, anche meno; attualmente è allo 0,75%, ai minimi storici: certo ora l’ Euribor è più basso, ma si prevede che risalga nei prossimi anni, non certo a toccare punte del 4% / 5% come in passato ma di in ogni caso dovrebbe poi diventare un po’ più alto che il costo del denaro.
Il problema è che i mutui a tasso BCE vengono in genere proposti con spread bancari (i guadagni delle banche: assieme all’ Euribor o al tasso BCE e alle spese accessorie, compongono il TAEG, ovvero il tasso effettivo globale, il computo totale degli interessi del mutuo): ma comunque rimangono mutui che vanno assolutamente presi in considerazione proprio per i vantaggi di lungo termine che possono offrire (la durata media di un mutuo in Italia è di 15 anni).

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