Aggiungimi su Facebook Seguici su Twitter Seguici su Google+

Prestiti tra privati: cosa è il social lending

sabato 19 gennaio 2013 Aggiornato il:

Spieghiamo cosa è il social lending, una nuova forma di finanziamenti che sta cominciando a prendere piede anche in Italia e che può essere una soluzione ai classici prestiti bancari, sempre più difficili da ottenere.

Nato come fenomeno in Inghilterra alcuni anni fa grazie a società quali Zopa, il social lending si configura come uno scambio di prestiti tra privati: i tassi di interesse e le spese di gestione del finanziamento sono inferiori che per le forme più tradizionali di prestiti.

Dopo l’ esempio di Zopa, divenuta in seguito Smartika, sono nate diverse altre società di social lending, ma c’è da fare una precisazione storica: i prestiti tra privati non sono una novità dell’ attuale società in quanto già nel passato (quando le banche avevano meno potere) esistevano le cosiddette società di mutuo soccorso, che altro non erano che delle specie di casse comuni che appunto concedevano finanziamenti.

 Prestiti per senza busta paga  -  Prestiti per precari e atipici  -  Prestito su pegno  -  Prestiti per neoassunti  -  Prestiti consolidamento debiti: guida  -  Il microcredito come alternativa ai prestiti in banca

Comunque ora il social lending è regolato da norme europee per far sì che tutto sia corretto ed efficiente, per tutelare sia chi domanda un prestito sia per proteggere dal non incontrare cattivi pagatori chi mette una liquidità nella “cassa comune” con lo scopo di guadagnare sui tassi di interesse (sì, perché col social lending è possibile guadagnare offrendo propri soldi per i progetti dei richiedenti il prestito): chi domanda un finanziamento non riceverà la somma da un solo creditore, ma riceverà piccole frazioni da diversi creditori che hanno deciso di investire nel social lending; per altri dettagli sulla sicurezza potete leggere Prestiti tra privati: usufruire del social lending senza farsi truffare.
In definitiva un prestito da, poniamo, 6000€, viene concesso ad un richiedente mettendo assieme 60 quote da 100€ (cifre solo indicative per rendere l’ idea) che derivano dai versamenti fatti da “creditori” che decidono di mettere una somma nella cassa della società di social lending per appunto guadagnare, nell’ arco di alcuni mesi, un certo rendimento derivante dai tassi di interesse; infatti chi riceve il prestito dovrà poi restituire 6600€ (sempre cifre esemplificative: abbiamo ipotizzato un tasso totale del 10% che in realtà è troppo alto per il social lending) ed ogni creditore che ha dato una quota da 60€ quindi riceverà 66€.
 Costi  della cessione del quinto      Prestiti con cambiali     Prestiti e finanziamenti on line: i vantaggi
In tal modo si possono ridurre appunto i tassi di interesse passivi, che saranno minori rispetto ad un normale prestito per le vie tradizionali, mentre i tassi di interesse attivi per chi decide di mettere il denaro saranno piuttosto buoni, dei piccoli investimenti.

Articoli più letti negli ultimi 30 giorni