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Costi dei conti correnti in rialzo: l' analisi della Bocconi

domenica 27 gennaio 2013 Aggiornato il:

Conto corrente, ma quanto sei costoso! Di certo non si spendono cifre tali da rovinare le finanze personali, ma sapere che i costi di gestione dei conti correnti sono cresciuti, in poco più di due anni, di sei volte rispetto l’ inflazione, non fa piacere.

Uno studio della più prestigiosa università italiana di economia, la Bocconi (quella dove è docente Mario Monti, tanto per intenderci), ha fatto emergere che i conti correnti sono in Italia sempre più cari: i costi di gestione e delle varie commissioni sono rincarati, dal 2010 ad oggi, del 36% [in questo caso la nuova imposta di bollo sui conti non ha colpe].

L’ autore dello studio è il prof. Stefano Castelli, docente di Internazionalizzazione e di economia degli intermediari finanziari alla Bocconi, il quale dice:
 “Il conto corrente sta cambiando pelle: non è più un supporto agli altri strumenti finanziari, ma un prodotto a sé. Se viene sempre più colpito dalle commissioni rischia di pregiudicare la relazione con il cliente […] Sui costi di chiusura, poi, pesa molto ora la commissione d’istruttoria veloce, perché le banche vogliono scoraggiare gli sconfinamenti”.
Ma quali sono i numeri di questi rincari di costi dei conti correnti? Le commissioni bancarie sono passate dai 160€ di fine 2010 ai 217€ di oggi, di cui quasi 130€ sono per le commissioni per le varie operazioni che si effettuano col conto, mentre quasi 90€ per le spese fisse annuali.
Anche le carte di credito sono più care (il canone medio è passato da 30€ a 36€), così come il bancomat (da 10€ a 15€ all’ anno).
Segnaliamo il caso particolare del Conto BancoPosta Più di Poste Italiane: è stato appena aumentato il canone annuo come anche i costi per libretto degli assegni e varie operazioni agli sportelli, ma la carta Postamat (il bancomat dei Conti BancoPosta) è diventata gratis [per maggiori dettagli: Aumento del canone del Conto BancoPosta Più].

Infine, evidenziamo come i maggiori costi di hanno per le operazioni da effettuare in filiale: un chiaro segnale che si vuole progressivamente favorire la moneta elettronica e l’ internet banking (anche se ciò contrasterebbe in apparenza con gli aumenti dei canoni per le carte di credito).

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