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Risparmiare e investire coi conti deposito, i buoni postali, i Btp

domenica 6 gennaio 2013 Aggiornato il:

Certo non è facile di questi tempi parlare di denaro, di liquidità che un risparmiatore ha in più e vuole investire, o almeno tutelare dall’ inflazione, vincolandola per un certo periodo di tempo senza poterla usare! Ma in ogni caso un confronto tra conti deposito, buoni postali fruttiferi e Btp può sempre essere utile.

Anche se magari non sono in tanti ad avere questa possibilità, sappiate che ora, proprio a causa della crisi, costi e spese di questi prodotti sono bassi (anche se c’è da considerare sempre la nuova mini patrimoniale / imposta di bollo) ed i rendimenti, i tassi di interesse attivi, sono piuttosto alti rispetto al passato.
AGGIORNAMENTO:  Controlli su conti correnti, carte di credito ecc... al via il 24 giugno

Conti deposito
Sono soluzioni di risparmio e piccolo investimento a breve termine (massimo due anni, in genere tra sei e dodici mesi), facili da gestire anche totalmente on line, ed ad oggi ogni banca ne propone di diversi; ovviamente potete fare anche scelte di più lungo periodo rinnovando ogni volta il conto.
Un conto deposito è forse una delle oasi più sicure per i propri risparmi: garantiti dal Fondo Interbancario fino a circa 100.000€, offrono rendimenti annui lordi tra il 3,5% ed il 4,5%, dipende da vari fattori; ad esempio un conto deposito vincolato ha tassi di interesse maggiori di un conto deposito libero, ma sappiate che se vorreste ritirare il denaro prima della scadenza del periodo di vincolo otterreste nessun rendimento e paghereste una penale, mentre con uno libero nessuna penale ed almeno tassi di interesse di base.
Alcune banche pagano l’ imposta di bollo al posto del cliente, ma date le ultime novità diverranno sempre meno. 
Poste Italiane non propone un vero e proprio conto deposito ma offre l' Opzione 3,50% vincolo di deposito per i titolari di un conto corrente BancoPosta.
Buoni fruttiferi postali
NOVITA': guida completa ai buoni fruttiferi postali
Sono più flessibili dei conti deposito ed hanno anche una soglia di ingresso molto minore: ne esistono infatti anche da soli 50€; chiaro è che più sono di alto importo e più danno maggiori rendimenti ed in proporzione le spese (sottoscrizione, riscatto finale, eventuale vendita anticipata, deposito titoli) pesano meno. Come con i conti deposito liberi, si ha la certezza di un tasso di interesse almeno minimo anche se lo si svincola in anticipo.
Un esempio: si possono investire in buoni fruttiferi postali 1000€, avendo così rendimenti netti del 3,4% annui per 5 anni (quindi un 17% totale), del 4,76% a 10 anni, del 5,51% a 15 anni e del 5,75% a 18 anni (numeri solo indicativi in quanto i tassi di interesse variano, ma li abbiamo messi ovviamente molto simili alle offerte attuali).

Btp (Buoni del Tesoro Poliennali)
Soluzione di risparmio e piccolo investimento più remunerativa ma potenzialmente più rischiosa; come dovreste sapere, tali prodotti sono un po’ lo specchio della salute finanziaria dello Stato, visto che servono a “finanziare il debito”, come si suol dire nell’ ambiente: ad ora i Btp a 10 anni hanno tassi di interesse del 4,5% circa, in discesa rispetto a quelli di un anno fa in piena crisi spread.
Ma comunque non sono prodotti facili, sono solo per le forti oscillazioni di rendimenti che possono avere sul mercato: il minimo acquisto è di 1000€ e poi si sale a multipli di mille, poi ci sono le spese per le commissioni bancarie di acquisto, di vendita, le tasse; per questi motivi e anche altri, sinceramente li sconsigliamo ai piccoli risparmiatori-investitori e ai meno esperti.

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