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Detrazioni fiscali: netto taglio dal Governo Monti con la legge di stabilità 2013

venerdì 12 ottobre 2012 Aggiornato il:

Le detrazioni fiscali sono tra gli elementi di riforma dell’ opera del governo Monti: nell’ appena approvata legge di stabilità 2013 infatti sono previste importanti novità che, diciamolo subito, non piaceranno ai contribuenti italiani in quanto vengono posti limiti a questi sconti che il Fisco concede per spese sostenute per motivi importanti. Leggete anche Legge di stabilità 2013, le novità sulle detrazioni fiscali, la prima parte di questa guida.

La legge di stabilità 2013, appena varata dal governo Monti, opera un importante restyling del regime delle detrazioni fiscali concesse ai contribuenti: le novità enunciate in conferenza stampa da Vittorio Grilli, Ministro dell’ Economia, sono ancora in fase di definizione, ma già ora è possibile vedere come il Fisco concederà meno ai contribuenti che usufruiscono attualmente di diverse agevolazioni fiscali, tra cui la detrazione al 19%.
Ad esempio, tra le varie novità della legge di stabilità, si prevede una franchigia di 250€ per i redditi superiori ai 15.000€ in merito ad alcune agevolazioni e detrazioni (per esempio quelle sugli assegni al coniuge o per le procedure di adozione).
Nella relazione tecnica che accompagna la legge di stabilità 2013 vi è scritta una frase molto importante: “rimodulazione delle detrazioni e deduzioni fiscali secondo equità”; ovvero che si limiterà l’ accesso dei contribuenti alla detrazione del 19% che viene applicata per tante spese che gli italiani sostengono normalmente e necessariamente: sugli interessi passivi su mutui agrari, spese sanitarie, spese sanitarie per portatori di handicap (mezzi per accompagnamento, deambulazione, sollevamento), spese veterinarie, spese funebri, per l’istruzione, per i canoni di locazione (salve le detrazioni per cani guida per ciechi e per i sordomuti). Queste novità saranno valide dal 2013 per la dichiarazione dei redditi in merito al 2012.

Punto molto importante e che di certo presta il fianco a forti critiche è quello relativo al limite ai permessi concessi per assistenza a familiari portatori di handicap: tranne nei casi di permessi fruiti per le patologie del dipendente stesso della P.A o per l’assistenza ai figli o al coniuge, la retribuzione per i tre giorni di permesso verrà dimezzata; sempre esclusi dal pagamento intero i permessi fruiti per prendersi cura dei genitori disabili.

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