mercoledì 5 settembre 2012

Polizza rc auto e carburanti: i costi dell' automobile hanno subito rincari fino al 200% in 20 anni

I costi per l’ automobile sono cresciuti, nel corso degli ultimi 20 anni, addirittura fino ad oltre il 200%: a farla da padrone sono i rincari per assicurazione, carburanti, pedaggi stradali. Vediamo in questo report le cifre di un salasso per famiglie e lavoratori che arriva fino a 4000€.

Ormai usare l’ auto o un mezzo a motore per il lavoro è davvero un lusso per gli italiani: secondo il Conto nazionale 2011/11 del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, negli ultimi due decenni i costi dell’ automobile sono ben più che raddoppiati; le voci di spesa che più svuotano i portafogli sono carburante e polizza assicurativa.
Analizzando le spese di esercizio tra il 1990 ed il 2010, il Ministero ha calcolato che tra carburanti, assicurazione, pedaggi e il resto, la spesa degli automobilisti italiani è passata dai 47,283 miliardi del 1990 ai 103,714 miliardi di euro del 2010: un aumento record del +119,3% che per il Codacons equivale a 4000€.
Circa la metà della spesa è per il rifornimento di benzina o gasolio: circa il 44%, ovvero 93,934 miliardi nel 2010 contro 15,246 miliardi del 1990 (i carburanti hanno subito rincari medi del 170%); altre voci che rendono l’ uso di una vettura una spesa ormai quasi insostenibile sono manutenzione e riparazione ordinaria (+128%)e i pedaggi autostradali (+198%).
Ma i rincari più alti sono quelli dell’ assicurazione: una polizza rc auto costa in media il 202,5% in più rispetto a 20 anni fa!

Ovviamente le associazioni dei consumatori hanno molto da dire: se il Codacons chiede che i Ministero cerchi subito “delle soluzioni, visto che la responsabilità di questi aumenti dipende in primo luogo dal Governo”, l’ Adusbef e la Federconsumatori propongono, come fatto in Francia, di tagliare di 6 centesimi il prezzo dei carburanti.
Da segnalare che i continui rincari registrati sul prezzo di benzina e diesel fanno insorgere non solo le associazioni dei consumatori, ma anche gli stessi gestori con la Fegica Cisl che parla di “ricatto” dei petrolieri tollerato dal Governo.