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Il tagliando dell' assicurazione diverrà digitale: lo scopo è limitare le truffe

martedì 11 settembre 2012 Aggiornato il:

Tagliando assicurazione addio? L’ Ania, l’ associazione nazionale delle imprese assicuratrici, sta elaborando un progetto per sostituirlo con dei files digitali che, tra l’ altro, non sarà più obbligatorio porre in vista all’ interno dell’ auto.

Come spiegano direttamente dalla sede dell’ Ania: 
«Stiamo mettendo a punto il progetto insieme con i rappresentanti delle imprese del settore. Siamo già in una fase avanzata. La prima tappa è stata la creazione di un archivio digitale con le targhe di tutti gli autoveicoli circolanti nel paese, un database già in via di completamento».
Gli scopi sono sempre quelli: evitare o almeno ridurre le truffe alle imprese assicuratrici, l’ evasione dell’ obbligo di stipulare la polizza rc auto, la contraffazione dei documenti assicurativi e la stipula di assicurazioni fasulle.

Tutti i documenti cartacei, facilmente falsificabili, stanno ora venendo digitalizzati: dai contratti di assicurazione ai tagliandi, fino anche agli attestati di rischio, verrà tutto dematerializzato e reso in versione informatica; infine, l’ ultimo passaggio sarà quello del tracciamento satellitare: 
«Quando sarà completato i tempi saranno maturi per l'ultima fase, quella in cui, con l'ausilio delle tecnologie satellitari, sarà possibile stabilire, con un semplice clic, se le autovetture circolanti su autostrade ed arterie cittadine sono in regola con l'assicurazione. È questa la fase che richiederà un po' più di tempo- proseguono ancora dall'Ania- perché bisognerà attrezzare le nostre strade con le nuove tecnologie».
In Italia, secondo i dati dell’ Isvap, sono ben tre milioni le vetture circolanti che sono irregolari dal punto di vista della polizza auto (oltre un quarto di esse si trova a Napoli e provincia): con queste novità, che verranno a breve regolamentate dal Ministero dello Sviluppo Economico, si spera che il fenomeno venga estirpato una volta per tutte.
Per una volta, le autorità, le società assicurative ed i consumatori sono tutti d’ accordo nel definire questo malcostume una vera piaga che costa parecchi milioni a tutta la comunità.

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