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Social lending: i finanziamenti ora sono social

lunedì 9 luglio 2012 Aggiornato il:

Prestiti e finanziamenti: mai argomento è stato così scottante come questo, negli ultimi anni! In Italia la fiducia verso banche e finanziarie è al minimo, ma i consumatori, i cittadini normali, a causa della crisi necessitano forse ancora di più di liquidità: i prestiti di piccolo importo sono tra i prodotti finanziari che anche in questa situazione finanziaria traballante sono molto richiesti.

Ma per fortuna (forse) non ci sono solo le banche a cui rivolgersi per un piccolo prestito (no, non stiamo parlando degli strozzini!):  ci si può rivolgere ad alcuni supermercati (un etto di mortadella, poi un litro di latte… si mi dia anche un finanziamento veloce, grazie), oppure ricorrere al cosiddetto social lending: in entrambi i casi, i tassi di interesse sono molto più vantaggiosi che per le vie tradizionali.
In paesi come America, Olanda, Francia e Regno Unito entrambe le soluzioni sono molto diffuse: ovviamente il social lending, il prestito sociale, deve la sua fortuna al web e alla condivisione online che consentono ad esempio di eliminare l’ intermediazione bancaria, cosicchè i privati possano finanziarsi tra di loro. Nato ormai quasi dieci anni fa in Gran Bretagna e diffusosi in tempi rapidissimi negli Usa, ora il social lending sta arrivando anche in Italia: negli Stati Uniti si stima che siano già il 2% i crediti personali erogati con tale modalità (il Lending Club, a d esempio, eroga prestiti per quasi settecento milioni di dollari).
In Europa è la Germania il paese leader del prestito sociale, con oltre 57 milioni di prestiti erogati tra 2007 e 2011, 20 mila finanziatori e 7 mila beneficiari; in Asia ovviamente è la Cina il paese più avanzato in tale settore.
Anche in Italia ci sono già tre diverse società di social lending (di cui non facciamo il nome per evitare di fare pubblicità non richiesta): affidarsi a società note nel settore è quasi un obbligo, diciamo una precauzione importante, in quanto il social lending consiste in sostanza nel far parte di una community che si ritrova online, in cui ogni utente che presta/domanda denaro ha una reputazione, un ‘karma’, un rating assegnato dagli altri utenti e dai criteri dell’ azienda che gestisce il portale.
Chi domanda un prestito avrà una risposta favorevole o meno in base al merito creditizio, poi il finanziamento viene erogato suddividendolo in vari microprestiti, così che il rischio sia a sua volta suddiviso tra diversi prestatori; le rate sono in genere mensili, il rimborso fino a 3 anni, gli importi massimi fino a 25.000/30.000 euro.
Ma la cosa interessante è che si può guadagnare: chi mette appunto a disposizione della community il suo denaro, ne ricaverà gli interessi di chi rimborsa il prestito!

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